Per capire cosa sta succedendo in Spagna bisogna mettere in ordine più vicende diverse, che negli ultimi mesi si sono intrecciate fino a creare un forte clima di pressione politica attorno al governo Sánchez.
Questa mattina, 27 maggio, gli agenti della Guardia Civil sono entrati nella sede nazionale del PSOE, in calle Ferraz a Madrid. Secondo Reuters, l’Alta Corte spagnola ha chiarito che si è trattato dell’acquisizione di documenti specifici e file elettronici ordinata dal giudice Santiago Pedraz, non di una perquisizione generalizzata della sede.
L’inchiesta riguarda presunti tentativi di interferire in procedimenti giudiziari che coinvolgono persone legate al partito o al governo. I reati ipotizzati includono corruzione, abuso d’ufficio, induzione a falsa testimonianza e appartenenza a organizzazione criminale.
Il governo ha provato a ridimensionare l’episodio, spiegando che il PSOE sta collaborando con la magistratura. Ma politicamente l’immagine resta molto forte: la polizia giudiziaria è entrata nella sede del partito che guida il governo.
Il “caso Leire” e il collegamento con il caso Koldo
L’operazione si inserisce nel cosiddetto “caso Leire”, che coinvolge Leire Díez, ex militante socialista accusata di aver tentato di influenzare procedimenti legali e di polizia a favore del partito. Secondo AP, l’inchiesta riguarda anche altre persone, tra cui Santos Cerdán, ex segretario organizzativo del PSOE e figura considerata molto vicina a Sánchez.
Cerdán era già comparso nel più ampio “caso Koldo”, lo scandalo sugli appalti pubblici durante la pandemia Covid legato a presunte tangenti e forniture sanitarie irregolari. È questo intreccio tra inchieste diverse, tutte vicine all’area socialista, a rendere il momento particolarmente difficile per il governo.
Il caso Zapatero e il salvataggio di Plus Ultra
La vicenda che sta facendo più rumore però è quella che coinvolge José Luis Rodríguez Zapatero. Zapatero è stato presidente del governo spagnolo dal 2004 al 2011 ed è uno dei simboli storici della sinistra europea. Durante i suoi governi la Spagna approvò il matrimonio egualitario, ampliò i diritti civili e diventò uno dei riferimenti del progressismo europeo. Per questo il suo coinvolgimento nell’inchiesta sul caso Plus Ultra sta avendo un impatto enorme. Tutto nasce dal salvataggio pubblico da 53 milioni di euro concesso nel 2021 alla compagnia aerea Plus Ultra attraverso il fondo statale Sepi durante la pandemia Covid.
Secondo gli investigatori, attorno a quell’operazione si sarebbe sviluppata una rete di traffico di influenze, società schermo, consulenze sospette e movimenti di denaro opachi utilizzati per nascondere circa 1,95 milioni di euro. L’Alta Corte spagnola sostiene che parte dei fondi sarebbe arrivata anche a Zapatero e a una società collegata alle sue figlie. L’ex premier respinge tutte le accuse e sostiene che la sua attività fosse pienamente legale.
L’“Operazione Tibet” e le perquisizioni
La scorsa settimana gli investigatori hanno lanciato quella che i media spagnoli hanno ribattezzato “Operazione Tibet”. Ieri mattina, martedì 26 maggio, gli agenti si sono presentati all’alba nell’abitazione di Zapatero per notificargli formalmente l’imputazione nel caso Plus Ultra, mentre altre squadre stavano perquisendo il suo ufficio professionale in calle Ferraz, la stessa via dove si trova anche il quartier generale del PSOE, e gli uffici della Whathefav S.L., l’agenzia di comunicazione delle figlie Laura e Alba Rodríguez Espinosa.
La dichiarazione di Zapatero davanti al giudice José Luis Calama, inizialmente prevista per il 2 giugno, è stata poi rinviata al 17 e 18 giugno su richiesta della difesa.
I gioielli trovati nella cassaforte
Il caso è esploso definitivamente anche per quello che gli investigatori hanno trovato nell’ufficio dell’ex premier.
Secondo quanto riportato da diversi media spagnoli e dal Corriere della Sera, nella cassaforte dello studio di Zapatero sarebbero stati trovati 103 oggetti di lusso dal valore economico tra i 2 e i 3 milioni di euro: 41 paia di orecchini, 15 collane, 11 bracciali, 8 orologi e numerosi accessori tra diamanti, smeraldi, rubini e altri gioielli.
La segretaria dell’ex premier ha spiegato alla tv pubblica Rtve che molti di quei gioielli sarebbero “eredità della moglie o regali ricevuti durante viaggi istituzionali”. La magistratura sta verificando l’origine degli oggetti e il loro eventuale collegamento con i flussi economici sotto indagine.
I collegamenti con Venezuela e Cina
L’inchiesta sta assumendo anche una dimensione internazionale. Gli investigatori stanno lavorando su presunti collegamenti economici tra Spagna, Venezuela e Cina. Secondo gli atti dell’indagine, Zapatero avrebbe avuto un ruolo di mediazione in alcune operazioni economiche tra il governo venezuelano di Nicolás Maduro e soggetti imprenditoriali cinesi legati soprattutto al settore energetico e petrolifero.
Reuters ha inoltre riportato che anche il Dipartimento americano per la Sicurezza Interna ha collaborato con gli investigatori spagnoli. Tra le società finite sotto attenzione c’è anche Whathefav S.L., agenzia di comunicazione collegata alle figlie di Zapatero, Laura e Alba Rodríguez Espinosa. Gli investigatori stanno analizzando consulenze, movimenti economici e trasferimenti di denaro legati alla società.
La presunta fuga dalla Spagna verso Caracas
Uno degli elementi che ha avuto più impatto mediatico riguarda il tentativo di lasciare la Spagna attribuito a Zapatero. Secondo quanto emerso dall’inchiesta e riportato da diversi media spagnoli, l’ex premier aveva acquistato un biglietto per Santo Domingo e avrebbe poi dovuto raggiungere Caracas con un volo privato. La difesa non ha confermato questa ricostruzione, ma la notizia ha alimentato ulteriormente il caos politico e mediatico attorno al caso.
Perché Sánchez è sotto pressione?
Pedro Sánchez non è direttamente indagato in queste vicende. Ma il problema politico è enorme. Le indagini coinvolgono persone vicine al suo partito, ex dirigenti socialisti e una figura storica come Zapatero. A questo si aggiungono le vicende giudiziarie che riguardano la moglie Begoña Gómez e il fratello David Sánchez.
L’opposizione conservatrice guidata da Alberto Núñez Feijóo sta usando la crisi per chiedere elezioni anticipate e accusare il governo di aver perso credibilità. Sánchez, invece, continua a escludere il voto anticipato e promette piena collaborazione con la magistratura.
Una crisi diversa da quelle passate
La Spagna ha già vissuto grandi scandali politici, ma questa crisi è particolarmente delicata perché colpisce contemporaneamente il governo, il partito, ex dirigenti socialisti e una figura simbolica come Zapatero.
La magistratura dovrà stabilire quali accuse reggeranno davvero. Ma sul piano politico il danno è già evidente: il PSOE è sotto pressione, Sánchez è più fragile e la credibilità del socialismo spagnolo è diventata il vero terreno dello scontro.
