L’Europa occidentale continua a fare i conti con una grave emergenza incendi. La situazione più critica riguarda la Spagna, dove numerosi roghi stanno colpendo contemporaneamente diverse aree del Paese, inclusi i dintorni di Madrid. Le alte temperature e il vento stanno alimentando le fiamme, rendendo particolarmente difficili le operazioni di spegnimento. Anche la Francia resta sotto pressione, con decine di incendi ancora attivi e un bilancio dei terreni bruciati nettamente superiore a quello dello scorso anno.
Madrid circondata dagli incendi, evacuata un’intera cittadina
Tra gli incendi più preoccupanti c’è quello che interessa Aldea del Fresno, località situata a circa 50 chilometri dal centro di Madrid. Nella serata di giovedì le autorità hanno disposto l’evacuazione di tutti i circa 3.500 abitanti del comune per motivi di sicurezza.
Altri fronti sono attivi nel raggio di circa 100 chilometri dalla capitale spagnola. Il più esteso si trova nella provincia di Guadalajara, nel nord del Paese, dove in una settimana le fiamme hanno già distrutto circa 32.000 ettari di territorio. Anche nella stessa Madrid gli effetti dell’emergenza sono evidenti: il cielo è rimasto offuscato dal fumo e l’odore di bruciato si è diffuso in diverse zone della città.
Il vento complica i soccorsi, scatta lo stato di emergenza
Le autorità della Comunità di Madrid hanno spiegato che il vento continua a rappresentare il principale ostacolo per i vigili del fuoco. Sebbene durante la notte l’avanzata delle fiamme sia stata contenuta, gli incendi non risultano ancora né sotto controllo né circoscritti. L’Agenzia meteorologica nazionale Aemet ha inoltre avvertito che il rischio incendi resterà molto elevato, in alcuni casi addirittura estremo, in gran parte della Spagna anche se è previsto un lieve calo delle temperature.
Di fronte all’aggravarsi della situazione, il governo spagnolo ha proclamato lo stato di emergenza nella regione di Madrid e nella vicina provincia di Ávila. La misura permette di impiegare risorse aggiuntive per contrastare i roghi. Sul territorio sono già operativi oltre 270 tra vigili del fuoco e militari, mentre alcuni comuni restano isolati.
L’appello di Sanchez e l’aiuto dell’Europa
Il premier Pedro Sanchez ha definito quella in corso una “situazione drammatica”, sottolineando che l’emergenza non riguarda soltanto diverse province della Spagna, ma coinvolge anche aree dei Paesi confinanti. Per rafforzare il dispositivo antincendio, Madrid ha attivato il Meccanismo europeo di protezione civile, chiedendo l’invio di quattro mezzi aerei. La Grecia ha già risposto positivamente, mettendo a disposizione due Canadair per sostenere le operazioni di spegnimento. Le immagini diffuse dalla Guardia Civil mostrano le fiamme lambire le abitazioni di San Martín de Valdeiglesias e grandi colonne di fumo nei pressi di Villa del Prado, due centri situati a circa 60 chilometri a ovest della capitale.
Anche la Francia affronta decine di incendi
L’emergenza non riguarda soltanto la Spagna. In Francia, il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha riferito che sono attualmente 32 gli incendi ancora attivi sul territorio nazionale, precisando però che non tutti hanno la stessa gravità.
Il dato più allarmante riguarda la superficie già devastata dalle fiamme dall’inizio dell’anno: sono stati superati i 50.000 ettari bruciati, una cifra pari a circa tre volte quella registrata nello stesso periodo del 2025. Un bilancio che conferma come l’estate 2026 stia mettendo a dura prova i sistemi di emergenza di diversi Paesi europei.
