Antonio Tajani chiederà ai senatori di Forza Italia il via libera alla riforma della legge elettorale a Palazzo Madama mercoledì. Lo riporta Il Fatto Quotidiano. Il confronto ruota attorno alle preferenze e all’emendamento che Fratelli d’Italia intende riproporre con Noi Moderati. Il testo è uscito dalla Camera con il doppio listino bloccato e dovrà tornare all’esame di entrambe le Aule, con scadenza emendamenti fissata a fine mese e possibile ripresa del dossier a settembre.
Il confronto in Forza Italia su preferenze e alternanza di genere
Nel gruppo azzurro emergono differenze sui tempi e sul merito. La capogruppo Stefania Craxi ha chiesto di ripristinare «il principio dell’alternanza di genere nelle liste bloccate», ha spiegato un esponente di vertice del partito. Esponenti parlamentari vicini al segretario riferiscono che Tajani ha invece messo in dubbio il ritorno alla quota 60-40, chiamando in causa ragioni tecniche e di rappresentanza territoriale: il Senato è eletto su base regionale e il meccanismo dell’alternanza potrebbe ridurne la rappresentatività, hanno osservato.
Tajani porterà questi argomenti nella riunione dei senatori convocata mercoledì, il giorno successivo alla cena dei gruppi parlamentari al circolo di Tiro al Volo, confermano fonti di Forza Italia. Dal canto suo, la capogruppo Craxi ha già coinvolto i senatori Roberto Rosso e Adriano Paroli, chiedendo interventi a sostegno delle modifiche proposte. Resta centrale anche l’emendamento su preferenze e listini che Fratelli d’Italia, insieme a Noi Moderati, intende rimettere in campo al passaggio a Palazzo Madama.
Contatti con il Quirinale e conseguenze per la firma
Due fonti qualificate riferiscono che Gianni Letta ha avuto contatti diretti con il Quirinale per verificare la tenuta della tesi riferita dalla leader di Fratelli d’Italia agli alleati, secondo cui «il Quirinale e la Corte Costituzionale non firmeranno la legge» senza l’introduzione delle preferenze. Dal Colle, secondo fonti parlamentari, è arrivata un’indicazione prudente: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto sapere informalmente che non intende intervenire nell’iter e che firmerà il provvedimento solo in presenza di elementi palesemente incostituzionali.
Parlamentari di diversi gruppi segnalano che il doppio listino bloccato approvato alla Camera è un punto di attenzione sia per la firma presidenziale sia per il possibile giudizio della Corte costituzionale. Per questo, secondo le stesse fonti, Letta ha avvertito Tajani del rischio procedurale e politico legato al passaggio al Senato. Il calendario resta definito: emendamenti entro fine mese; in assenza di intesa, il dossier tornerà all’esame dei gruppi a settembre.
