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Consiglio Supremo di Difesa: è terminata la riunione al Quirinale

Consiglio Supremo di Difesa: vertice istituzionale con Mattarella, Meloni e i ministri per analizzare le tensioni in Medio Oriente

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Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale

Consiglio Supremo di Difesa al Quirinale | Pixabay @Andrea_Izzotti - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Roma, 13 marzo 2026 – Si è conclusa al Quirinale la riunione del Consiglio Supremo di Difesa, presieduta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la partecipazione della Premier Giorgia Meloni, di diversi ministri, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, del capo di stato maggiore della Difesa Luciano Portolano, e di altri rappresentanti istituzionali di rilievo. L’incontro è stato convocato per affrontare le tensioni e le crisi in corso nell’area mediterranea e in Medio Oriente, con un focus particolare sulla posizione dell’Italia riguardo al conflitto in atto e alla sicurezza delle missioni internazionali.

Consiglio Supremo di Difesa: conferma del rifiuto alla partecipazione in guerra

Nel documento finale divulgato al termine della riunione, il Consiglio Supremo di Difesa ha ribadito con fermezza che, in base all’Articolo 11 della Costituzione italiana, “l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra”. Questa posizione è stata confermata dal Presidente del Consiglio in Parlamento e si fonda su motivazioni che includono la preoccupazione per il moltiplicarsi dei conflitti in particolare nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, regioni dove sono coinvolti interessi strategici vitali per il nostro Paese.

Il Consiglio ha espresso “forte preoccupazione” per la situazione in queste aree, sottolineando come gli attacchi contro i civili, con vittime spesso bambini, siano sempre “inaccettabili”. A titolo esemplificativo è stata citata la strage della scuola di Minab, evento che ha suscitato profonda condanna. Inoltre, è stato evidenziato il rischio di un’estensione del conflitto operata dall’Iran, che potrebbe aprire spazi a forme di guerra ibrida e a iniziative terroristiche di gravissima portata.

Sicurezza delle missioni e condanna dell’aggressione a Erbil

Il Consiglio ha espresso anche una netta condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil, in Iraq, manifestando “sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine” a tutti i militari impegnati nelle varie operazioni, sia in Italia che all’estero. In particolare, è stato sottolineato l’impegno e la professionalità del personale militare italiano nelle missioni UNIFIL nel sud del Libano e nei Paesi del Golfo, aree considerate strategiche per la sicurezza nazionale.

In merito alla missione UNIFIL, il Consiglio ha ribadito la necessità di “garantire la sicurezza della Linea Blu”, auspicando un incremento delle capacità delle Forze Armate Libanesi. In questo contesto, è stato chiesto a Israele di astenersi da “reazioni spropositate” nei confronti di Hezbollah, pur condannando le azioni di quest’ultima organizzazione, che hanno trascinato il Libano in un nuovo conflitto drammatico con pesanti conseguenze per la popolazione civile.

Uso delle infrastrutture militari e rispetto degli accordi internazionali

Un altro punto importante discusso riguarda l’utilizzo delle infrastrutture militari italiane concesse alle forze statunitensi. Il Consiglio ha preso atto favorevolmente delle risoluzioni parlamentari che hanno già autorizzato l’assistenza ai Paesi alleati, assicurando che ogni attività – dal supporto tecnico-logistico alle esercitazioni – avvenga nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti.

Eventuali richieste di utilizzo che vadano oltre quanto già previsto dagli accordi saranno sottoposte all’esame del Parlamento, garantendo così un controllo democratico e il rispetto della sovranità nazionale.

Preoccupazione al Consiglio Supremo di Difesa per il multilateralismo

Nel contesto di una crisi internazionale accentuata dall’aggressione russa all’Ucraina e dalle tensioni mediorientali, il Consiglio Supremo di Difesa ha espresso preoccupazione per il progressivo indebolimento del sistema multilaterale fondato sull’ONU. L’aumento delle iniziative unilaterali da parte di vari attori mina la capacità della comunità internazionale di affrontare sfide comuni, quali la non proliferazione nucleare, la sicurezza di Israele e la condanna delle repressioni in Iran.

In tale quadro, l’Italia conferma il suo impegno a favore della via negoziale e diplomatica per la risoluzione dei conflitti, ritenuta “l’unica strada percorribile” per riportare stabilità nelle regioni interessate.

Roma, 13 marzo 2026 – Il Consiglio Supremo di Difesa ha terminato la sua riunione odierna al Quirinale, presieduta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, alla presenza della Premier Giorgia Meloni, di vari ministri e dei vertici militari. L’incontro ha affrontato la delicata situazione internazionale, ribadendo con chiarezza la posizione italiana di non partecipazione a conflitti armati, nel rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, e sottolineando l’importanza di mantenere il dialogo multilaterale e la sicurezza delle missioni italiane all’estero.

L’attenzione resta alta sulla stabilità dell’area mediterranea e mediorientale, con particolare riguardo alla tutela dei cittadini italiani e delle nostre forze armate impegnate in missioni delicate e strategiche.

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