Il mancato accordo sulla legge di bilancio ha portato il governo belga a un passaggio decisivo: lunedì 2 novembre il primo ministro Bart De Wever ha presentato le dimissioni a re Filippo I, dopo settimane di trattative senza risultati tra i partiti della maggioranza. Il sovrano, tuttavia, non ha ancora deciso se accettarle definitivamente, lasciando aperta la possibilità di un’intesa dell’ultimo momento. Secondo i media belgi, la mossa del premier punta a superare lo stallo entro martedì a mezzogiorno, quando scade il termine indicato per raggiungere un accordo sulla manovra.
La decisione di re Filippo su De Wever
La Casa Reale ha confermato che De Wever ha rimesso il mandato dopo il fallimento dei negoziati sul bilancio all’interno dell’esecutivo. Al termine di un colloquio durato circa un’ora, il Palazzo ha comunicato che il re avrebbe mantenuto in sospeso la propria decisione. Filippo ha espresso rammarico per l’assenza di un’intesa su un bilancio credibile, in grado di rispondere alle difficoltà che il Paese deve affrontare.
Il sovrano ha quindi scelto di non procedere immediatamente né con il respingimento delle dimissioni né con la loro accettazione definitiva, che aprirebbe la strada a una nuova crisi politica e potenzialmente a elezioni anticipate. Da martedì sono previste consultazioni con i presidenti dei gruppi parlamentari e dei partiti della maggioranza; venerdì De Wever tornerà a Palazzo per un nuovo incontro con il re. L’obiettivo è verificare se esistano ancora le condizioni per sbloccare la trattativa.
Il nodo della manovra e i contrasti nella Coalizione Arizona
Al centro dello scontro ci sono le misure necessarie per contenere il deficit e ridurre il debito pubblico. Il Belgio registra un disavanzo pari a circa il 5% del Pil e un debito che si avvicina al 110%, una situazione che impone al Paese un percorso di rientro particolarmente impegnativo nel quadro delle regole europee. Le misure correttive comporteranno tagli e sacrifici per alcune categorie, proprio uno degli aspetti su cui si sono manifestate le divergenze tra le forze che sostengono il governo.
La Coalizione Arizona, composta da cinque partiti, non è riuscita a trovare una posizione condivisa sulle proposte del primo ministro. De Wever, esponente conservatore e nazionalista fiammingo, aveva assunto l’incarico nel febbraio 2025 con l’obiettivo di affrontare le difficoltà finanziarie del Paese. Ora deve cercare un’intesa sul bilancio del 2027 entro il 31 dicembre, ma il fallimento dei negoziati ha messo in discussione la tenuta dell’esecutivo.
Il debito belga e le pressioni sui conti pubblici
Il Belgio figura tra gli Stati più indebitati dell’Unione europea, insieme a Francia e Italia. Il peso del debito è aumentato progressivamente negli ultimi anni e ha risentito ulteriormente delle conseguenze economiche della pandemia di Covid-19 e della crisi energetica. Secondo le previsioni della Commissione europea, nel 2026 il rapporto tra debito pubblico e Pil raggiungerà il 110%.
A rendere più complessa la situazione contribuisce anche il costo degli interessi sul debito, che limita i margini di manovra del governo proprio mentre Bruxelles intende aumentare le risorse destinate alla difesa. La crisi politica si inserisce inoltre in un clima di tensione sociale, segnato dalle proteste degli studenti e da frequenti scioperi. I sindacati hanno già promosso diverse giornate di mobilitazione nazionale, aggiungendo ulteriore pressione su un esecutivo chiamato a trovare un accordo sui conti pubblici e a gestire le conseguenze delle misure di risanamento.
