L’attore francese Arnaud Denis, 43 anni, è morto per eutanasia in Belgio, dove si era recato per porre fine alle sofferenze seguite all’impianto di una protesi anti-ernia. Pochi minuti prima aveva scritto su Facebook: «Ne ho abbastanza dei maltrattamenti da parte dei medici», definendo l’eutanasia una «liberazione dopo tre anni interminabili di sofferenze degradanti».
La storia di Arnaud Denis
Arnaud Denis aveva denunciato nel messaggio l’«abbandono da parte dei medici» subito sin dall’intervento. Le sue condizioni erano peggiorate fino a renderlo gravemente invalido, costretto a letto con dolori insopportabili.
L’operazione per un’ernia inguinale destra risaliva al 17 luglio 2023: durante l’intervento gli era stata impiantata una protesi in polipropilene. Al peggioramento delle condizioni generali era seguita la rimozione dell’impianto nell’aprile 2024, negli Stati Uniti, perché nessuno specialista in Francia era stato in grado di intervenire. Denis aveva fondato l’associazione «Vittime francesi delle protesi per ernia», che raccoglie molte testimonianze di persone colpite dagli effetti indesiderati di questi impianti.
La procura di Parigi gli aveva comunicato, con una lettera ricevuta il 31 agosto scorso, l’archiviazione della denuncia contro ignoti per lesioni colpose. «È stato l’ultimo colpo di grazia, come se mi calpestassero il volto», aveva scritto su Facebook.
Prima della malattia, Denis si era distinto come attore e regista teatrale, in particolare per un adattamento delle Relazioni pericolose di Choderlos de Laclos. Lo spettacolo aveva fruttato nel 2024 a Delphine Depardieu il premio Molière della migliore attrice di teatro privato.
In quell’occasione aveva detto a Le Monde: «Appena sarò in grado di tornare in scena lo farò. Recitare è la mia ragione di vivere, quando te la tolgono è come stare sull’abisso». Le condizioni di salute avevano però continuato a peggiorare, fino alla morte in Belgio.
Nell’ultimo messaggio, Denis ha ringraziato per «la profonda empatia e la delicatezza dell’accompagnamento che ho ricevuto in Belgio» e ha ricordato: «Prima di ammalarmi ero l’uomo più felice del mondo».
