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Nordio sul caso Siher: “La decisione del Gip di Milano mi ha sorpreso”

Il ministro della Giustizia interviene sulla mancata convalida dell'arresto di Youssef Siher, accusato di eversione e terrorismo. Nordio esclude l'invio di ispettori a Milano e critica le ipotesi di indulto per svuotare le carceri.

29 Ottobre 2026
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Nordio sul caso Siher: "La decisione del Gip di Milano mi ha sorpreso"
Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

“La decisione del Gip di Milano mi ha sorpreso”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio torna sul caso di Youssef Siher, l’uomo accusato di eversione e terrorismo per il suo ruolo di amministratore delle pagine social del “Movimento 17 ottobre”, rimesso in libertà dopo la decisione della giudice per le indagini preliminari di non convalidarne l’arresto.

Nordio ne ha parlato durante un’intervista con il direttore di Sky TG24, Fabio Vitale, in occasione della 17esima edizione del Salone della Giustizia. Al centro del confronto, il provvedimento con cui il Gip ha respinto la richiesta della Procura di convalidare il fermo e disporre la custodia cautelare nei confronti di Siher.

Nordio: “La motivazione della Procura era molto ben motivata”

Il Guardasigilli ha premesso di rispettare la decisione della giudice, richiamando la propria esperienza professionale da magistrato. Ha tuttavia ribadito la sorpresa per l’esito del procedimento, alla luce delle argomentazioni presentate dai pubblici ministeri.

“Questi provvedimenti devono sempre essere letti integralmente e sono suscettibili di opposizione da parte della Procura”, ha dichiarato Nordio, sottolineando la necessità di esaminare il contenuto completo delle decisioni giudiziarie prima di formulare valutazioni definitive.

Il ministro ha poi aggiunto: “Ho già detto e ripeto però che sono rimasto sorpreso perché la motivazione con la quale la Procura aveva chiesto non solo la convalida del fermo ma l’ordinanza di custodia cautelare, era molto ben motivata”.

Per Nordio, il fatto che le argomentazioni dei pubblici ministeri siano state respinte integralmente è stato quindi motivo di sorpresa. Le sue dichiarazioni, tuttavia, non modificano il quadro procedurale: la decisione del Gip resta distinta dalle valutazioni espresse dal ministro.

Nessun ispettore a Milano dopo la scarcerazione

Nel corso dell’intervista, Nordio ha escluso l’intenzione di inviare ispettori ministeriali a Milano in seguito alla decisione sulla posizione di Siher.

“Non c’è alcuna intenzione di mandare gli ispettori a Milano”, ha affermato il ministro, chiarendo che la sua sorpresa per il provvedimento non si tradurrà in un’ispezione ministeriale.

Le manifestazioni del 17 ottobre e il sospetto di coordinamento

Spostando l’attenzione sulle manifestazioni che si sono svolte a Milano il 17 ottobre, Nordio ha commentato la partecipazione alle proteste in Italia e in altri Paesi europei, sollevando interrogativi sulle possibili forme di coordinamento.

“Quando manifestazioni avvengono simultaneamente in vari Paesi, non solo in Italia, ma in Francia, Spagna, Albania, il sospetto che ci siano forme diverse da quelle spontaneistiche emerge”, ha dichiarato il ministro.

Nordio ha inoltre osservato che, a suo giudizio, non si assisteva da decenni a una partecipazione così ampia alle manifestazioni, anche da parte di minorenni non necessariamente legati a ideologie politiche. Si tratta di una valutazione espressa dal ministro, che non costituisce di per sé una prova di un coordinamento organizzato tra le proteste.

Nordio sull’indulto: “Una resa dello Stato se serve a svuotare le carceri”

Nel corso dell’intervista, il ministro ha affrontato anche il tema dell’indulto e delle misure per ridurre il sovraffollamento carcerario, esprimendo una posizione contraria a provvedimenti di clemenza generalizzati adottati esclusivamente per liberare posti negli istituti penitenziari.

“Ogni forma di clemenza gratuita per me è una forma di resa dello Stato se viene fatta per svuotare le carceri, perché allora uno si chiede: perché li metti dentro se poi non hai posto?”, ha affermato Nordio.

Il ministro ha aggiunto che, secondo la sua valutazione, l’esperienza dei precedenti indulti dimostrerebbe che, dopo circa un anno, la situazione carceraria tende a tornare ai livelli precedenti. Ha quindi distinto l’indulto dai percorsi alternativi alla detenzione destinati alle persone con dipendenze, che ha definito persone malate da curare più che delinquenti da punire.

“Altra cosa, e lo stiamo facendo, sono i percorsi alternativi per i tossicodipendenti che sono malati da curare più che delinquenti da punire”, ha concluso.

Le dichiarazioni di Nordio affrontano così tre questioni centrali nel dibattito sulla giustizia: il rapporto tra Procura e giudici nelle decisioni cautelari, la lettura politica delle mobilitazioni di piazza e le possibili risposte al sovraffollamento delle carceri.

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