Matteo Salvini ha avuto oggi, giovedì 29 ottobre 2026, una conversazione telefonica con Elon Musk, fondatore di Tesla, sulle prospettive del sistema di assistenza alla guida e sulla sua autorizzazione sulle strade europee. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha descritto il colloquio come “molto positivo e costruttivo”, in un messaggio su X, la piattaforma sociale di proprietà dell’imprenditore statunitense.
Il ministro ha ribadito il sostegno dell’Italia a una rapida decisione dell’Unione europea. Nel messaggio ha spiegato che il Paese guarda “con grande interesse” alle nuove tecnologie applicate alla mobilità e alle opportunità dei sistemi avanzati di assistenza alla guida, puntando sull’innovazione tecnologica e sulla sicurezza stradale. Il confronto prosegue un rapporto già consolidato: Salvini e Musk si erano incontrati nel dicembre 2023 al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per affrontare temi legati alla tecnologia e agli investimenti.
Come funziona il sistema e quali responsabilità restano al conducente
Al centro della telefonata c’è il Full Self-Driving Supervised (FSD), il sistema avanzato sviluppato da Tesla. La sua diffusione in Europa resta subordinata al completamento delle autorizzazioni.
La guida assistita Tesla permette alle automobili compatibili di gestire diverse operazioni, tra cui i cambi di corsia, le svolte e altre manovre. Non rende però il veicolo completamente autonomo: la persona al volante deve continuare a prestare attenzione alla strada ed essere pronta a intervenire in qualsiasi momento.
La responsabilità della guida rimane quindi del conducente. Anche un eventuale via libera europeo non autorizzerebbe le automobili a circolare senza alcuna supervisione umana.
Le verifiche europee e le conseguenze per l’Italia
L’approvazione è in discussione da diversi mesi, soprattutto per le verifiche sulla sicurezza e sulla conformità alle normative europee. L’autorità olandese RDW ha autorizzato nell’aprile 2026 l’utilizzo del sistema nei Paesi Bassi, ma l’estensione dell’omologazione all’intera Unione europea richiede ulteriori passaggi.
Una decisione era inizialmente attesa a ottobre. Durante la riunione del comitato europeo del 6 ottobre, però, sarebbe emersa la necessità di proseguire il confronto tecnico e normativo. Il sostegno politico espresso da Salvini non coincide dunque con l’autorizzazione all’impiego della tecnologia.
Per gli automobilisti italiani, l’eventuale approvazione consentirebbe un utilizzo più ampio delle funzionalità avanzate di assistenza Tesla, secondo le condizioni stabilite dalle autorità competenti. La telefonata costituisce un nuovo intervento politico per accelerare la decisione europea, ma per il momento non modifica le regole di utilizzo del sistema.
La decisione resta affidata alle istituzioni europee, chiamate a conciliare lo sviluppo tecnologico con la sicurezza stradale. Una nuova occasione per decidere potrebbe arrivare a dicembre 2026, ma non esiste ancora una data definitiva per il via libera.
