Il superamento della legge Fornero è la priorità della Lega per la prossima manovra, ribadita il 27 ottobre dal ministro dei Trasporti e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Il ministro, riconfermato da pochi giorni alla guida del partito, ha indicato l’obiettivo di «restituire tre anni di vita a chi sceglierà di andare in pensione a 64 anni rispetto ai 67».
Pensione a 64 anni, Salvini: “Fiducioso di superare la legge Fornero”
Il varo della manovra in Consiglio dei ministri è previsto per il 28 ottobre. «Esatto, stiamo lavorando per questo», ha confermato Salvini nell’intervista a Radio 24 a 24 Mattino. Il ministro conta di portare la norma proposta dal partito a quella riunione.
La difficoltà economica, soprattutto internazionale, resta parte del confronto sulle misure. Salvini ha richiamato il costo del carburante e dell’energia e l’aumento dell’inflazione, dicendosi però «fiducioso nel riuscire a mantenere un impegno che la Lega ha preso già diversi anni fa e nelle scorse leggi di bilancio, per altri problemi, non siamo riusciti a portare a casa».
La stima dei costi e le coperture per le pensioni
Il Mef e l’Inps stanno stimando il costo dell’intervento, secondo quanto dichiarato dal vicepremier. Sulle risorse necessarie, Salvini ha assicurato: «Sicuramente ci sarà la copertura necessaria per permettere a chi ha versato i contributi di riavere indietro almeno i suoi contributi».
Per il ministro, l’attuale età di accesso alla pensione colloca l’Italia agli ultimi posti in Europa. Alla proposta ha attribuito anche l’obiettivo di lasciare liberi dei posti di lavoro per i giovani e di rendere il Paese più rispettoso dei lavoratori e delle lavoratrici.
La sua posizione sul trattamento pensionistico è che si tratti della restituzione di quanto versato: «Non è un costo, non è un regalo, non è un omaggio, è semplicemente riprendersi indietro quello che i lavoratori hanno prestato negli anni allo Stato».
Il tetto del forfettario e gli investimenti nella sicurezza
Tra le altre richieste del partito per la manovra c’è l’aumento a 100.000 euro del tetto per la tassazione semplificata forfettaria al 15%, che, ha ricordato Salvini, già aiuta più di 2 milioni di titolari di partita Iva.
La sicurezza è l’altro ambito indicato dal ministro, non in relazione agli eventi delle ultime settimane ma a «quello di cui hanno bisogno gli italiani». La richiesta riguarda un investimento ulteriore negli stipendi, nella previdenza e nelle dotazioni, oltre alle assunzioni straordinarie nelle forze dell’ordine.
Una parte delle coperture, secondo Salvini, sarà garantita da un contributo delle banche. Il ministro si è detto soddisfatto dopo mesi di dibattito sugli «extraprofitti, i microprofitti», rivendicando una battaglia propria e della Lega, «non punitiva ma oggettiva». A suo giudizio, il contributo è giustificato dagli utili realizzati con le commissioni pagate dagli italiani.
Il confronto nella maggioranza sulle armi all’Ucraina
Lo stop all’invio delle armi in Ucraina, annunciato come obiettivo dopo la riconferma alla guida del partito, sarà portato da Salvini al confronto nella maggioranza. Il vicepremier ha ricordato che la riflessione risale a quattro anni fa e che, per lealtà al governo, la Lega ha sempre contribuito al sostegno umanitario ed economico all’Ucraina.
«Da leale alleato» è la formula scelta per descrivere il confronto. Salvini ha sostenuto che le sanzioni vengono pagate dalle imprese e dai cittadini italiani, ponendo una domanda sugli aiuti: «Stanno portando alla fine della guerra dopo quattro anni e mezzo o stanno protraendo la sofferenza di quel popolo e di quei popoli?». Per il ministro è giusto discuterne senza posizioni precostituite, come stanno facendo altri Paesi europei e associazioni legate al mondo dell’impresa.
A Salvini non risulta che Giorgia Meloni si sia arrabbiata per le sue esternazioni: «Sui giornali si leggono tante cose bizzarre», ha commentato.
