Leonardo Maria Del Vecchio ha annunciato giovedì 29 ottobre, attraverso Lmdv Media, di non voler procedere, almeno per il momento, con l’offerta pubblica di acquisto sulla Società Editoriale Il Fatto (Seif) che controlla il quotidiano diretto da Marco Travaglio. Il ritiro segue il rifiuto del consiglio di amministrazione di consentire l’accesso ai documenti economico-finanziari e la contrarietà dei soci fondatori alla vendita delle proprie partecipazioni.
La proposta puntava ad acquisire il controllo dell’editore e a ritirare la società dalla Borsa. Per procedere, Lmdv Media aveva posto due condizioni: una verifica positiva dei conti aziendali e l’adesione all’offerta di una quota prestabilita del capitale votante.
“Il Fatto non è in vendita”
L’offerta pubblica di acquisto volontaria prevedeva un prezzo di 0,286 euro per azione, per un valore complessivo di circa 7,15 milioni di euro. L’altra condizione era il raggiungimento di almeno l’82,9% del capitale votante. La soglia era necessaria per superare il limite previsto dallo statuto, che impedisce a un singolo azionista di detenere oltre il 17% del capitale sociale.
Il consiglio di amministrazione di Seif ha respinto il 28 ottobre la richiesta di accesso alla documentazione. A motivare il diniego, la circostanza che l’offerta non fosse stata né sollecitata né concordata con la società. I soci fondatori, che detengono complessivamente la maggioranza del capitale votante, avevano già comunicato la propria opposizione alla proposta.
Antonio Padellaro, fondatore ed ex direttore del quotidiano, ha dichiarato: “Il Fatto non è in vendita”. Anche Marco Travaglio aveva escluso la cessione delle proprie quote, definendo l’operazione destinata a fallire.
Del Vecchio: “I giornalisti sono precari”
Il ritiro non esclude nuove iniziative d’impeto dell’imprenditore. “Abbiamo messo sul tavolo risorse e regole, e rispettiamo la decisione dei soci fondatori”, ha dichiarato Del Vecchio. “La nostra porta resta aperta, al Fatto come a ogni editore che voglia costruire un’informazione libera e sostenibile”, ha aggiunto
La Lmdv Media ha ribadito in una nota la necessità di investire nel giornalismo, dedicando particolare attenzione alle condizioni lavorative dei professionisti dell’informazione. La società ha indicato i compensi equi e i contratti stabili come condizioni necessarie per garantire l’indipendenza editoriale e ha richiamato la situazione di molti giornalisti in Italia, a partire dai collaboratori e dai liberi professionisti: “troppi ricevono pochi euro per ogni articolo e vivono nella precarietà“, si legge nella nota diffusa dalla società dell’imprenditore. Del Vecchio è già azionista di controllo di Qn Media, editore de Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino.
Lucarelli: “Vuole comprarlo per controllarlo”
A sollevare dubbi sulle reali intenzioni dell’imprenditore è stata Selvaggia Lucarelli, penna del Fatto Quotidiano, che attraverso alcune storie Instagram ha raccontato le reali intenzioni dell’imprenditore: “Del Vecchio vuole comprare il Fatto per controllarlo (quindi distruggerlo), visto che gli fa le pulci”, ha scritto, riferendosi agli articoli pubblicati dal quotidiano sulle vicende giudiziarie e imprenditoriali del miliardario.
Una versione condivisa anche dalla segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, che ha definito l’operazione “un’intimidazione contro i giornalisti, un giornale e la sua linea editoriale”. Del Vecchio aveva, inoltre, criticato il quotidiano in numerose occasioni, arrivando a definire i suoi giornalisti “ratti del giornalismo” e la testata “Falso Quotidiano”. Espressioni che Marco Travaglio ha ricordato durante la puntata di Otto e Mezzo del 27 ottobre, mettendo in discussione l’improvviso interesse per il giornale e all'”informazione libera”
