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Energia, allarme Ue: oltre 50 milioni di europei rischiano di non potersi permettere il riscaldamento

Il commissario europeo all'Energia Dan Jørgensen avverte che il prossimo inverno sarà difficile per milioni di famiglie a causa dei prezzi elevati. Bruxelles invita gli Stati membri a sostenere le fasce più vulnerabili e ad accelerare la transizione dai combustibili fossili.

29 Ottobre 2026
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uEnergia, allarme Ue: oltre 50 milioni di europei rischiano di non potersi permettere il riscaldamento

Energia, allarme Ue: oltre 50 milioni di europei rischiano di non potersi permettere il riscaldamentoo | @AjansHaberResmi

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Oltre 50 milioni di europei potrebbero non essere in grado di riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni durante il prossimo inverno. A lanciare l’allarme è Dan Jørgensen, commissario europeo all’Energia e all’edilizia abitativa, intervenuto il 29 ottobre a margine del Consiglio Ue riunito in Lussemburgo. Il problema, ha chiarito, non riguarda nell’immediato la disponibilità fisica di gas e carburanti, ma i prezzi elevati, che rischiano di rendere l’energia inaccessibile per una parte della popolazione.

La situazione si inserisce in una nuova fase di tensione sui mercati energetici, alimentata dal conflitto in Medio Oriente e dal rincaro dei combustibili. Secondo Jørgensen, il numero di persone che non riescono a riscaldare adeguatamente le proprie case potrebbe essere ancora più alto rispetto agli anni precedenti.

L’allarme riguarda anche le imprese europee, messe sotto pressione dai costi energetici e dalle difficoltà nel mantenere la propria competitività. Per Bruxelles, la priorità è intervenire sulle conseguenze immediate dei rincari senza rinunciare agli obiettivi di lungo periodo legati all’indipendenza energetica.

Allarme Ue energia, aumentano i costi dell’energia anche senza gas?

Il commissario europeo ha sottolineato la differenza tra la crisi attuale e quella del 2022, quando l’invasione russa dell’Ucraina e la riduzione delle forniture di gas dalla Russia avevano provocato forti tensioni sull’approvvigionamento europeo.

Oggi l’Unione europea si trova in una posizione strutturalmente più solida rispetto a quattro anni fa, anche grazie alla riduzione dei consumi di gas e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento. La crisi attuale, tuttavia, presenta una difficoltà diversa: le tensioni non riguardano soltanto il gas, ma coinvolgono anche il petrolio e i prodotti petroliferi.

Il rischio è quindi soprattutto economico e sociale. Anche quando il combustibile è disponibile sul mercato, il suo prezzo può diventare insostenibile per chi ha risorse limitate. La stessa dinamica riguarda i carburanti per i trasporti, con conseguenze sui bilanci familiari e sui costi sostenuti dalle attività produttive.

Per Jørgensen, la situazione richiede interventi immediati. Il commissario ha invitato gli Stati membri a fare tutto il possibile per alleviare le difficoltà delle persone più esposte ai rincari, riconoscendo che l’accessibilità economica dell’energia è diventata una questione centrale per milioni di cittadini.

Le misure richieste da Bruxelles per aiutare le famiglie

La Commissione europea invita i governi ad adottare misure mirate e temporanee per sostenere le famiglie vulnerabili. L’obiettivo è ridurre l’impatto dei prezzi elevati senza introdurre interventi generalizzati che possano risultare troppo costosi per i bilanci pubblici.

La discussione tra i ministri dell’Energia riguarda anche il modo in cui rendere le bollette più sostenibili nel lungo periodo. Tra i temi sul tavolo figurano gli oneri di rete, la fiscalità sull’elettricità e gli investimenti necessari per rendere le infrastrutture energetiche più efficienti.

Il ministro irlandese dell’Energia, Darragh O’Brien, ha ricordato che né l’Unione europea né i singoli governi dispongono di una soluzione immediata in grado di cancellare gli aumenti dei prezzi. Le misure di sostegno già adottate, tra cui gli interventi fiscali sui carburanti in alcuni Paesi, devono quindi essere affiancate da strategie più strutturali.

Il confronto europeo si concentra così su due esigenze: proteggere nell’immediato chi fatica a pagare le bollette e ridurre la vulnerabilità del sistema energetico agli shock internazionali.

L’Ue accelera sull’abbandono dei combustibili fossili

Accanto agli aiuti temporanei, Jørgensen ha rilanciato l’appello a ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili. Per la Commissione, l’elettrificazione, l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili rappresentano strumenti fondamentali per diminuire l’esposizione dell’Europa alle oscillazioni dei mercati internazionali.

Tra le misure indicate figurano la sostituzione delle caldaie a gas o a olio combustibile con pompe di calore elettriche, la diffusione dei veicoli elettrici e il potenziamento delle infrastrutture necessarie a sostenere una maggiore domanda di elettricità.

La transizione, tuttavia, richiede investimenti e una revisione dei costi che gravano sulle bollette. È proprio su questo punto che si concentra parte del confronto tra gli Stati membri: rendere l’elettricità più conveniente e sostenere le infrastrutture senza trasferire nuovi oneri sui consumatori.

La discussione si intreccia inoltre con gli obiettivi climatici europei per il 2040 e con il traguardo della neutralità climatica entro il 2050. Per Bruxelles, ridurre la dipendenza energetica non significa soltanto affrontare l’emergenza dei prezzi, ma anche rafforzare la sicurezza e la capacità produttiva dell’Unione.

Un inverno difficile per le famiglie europee

L’allarme della Commissione restituisce l’immagine di un’Europa che, pur avendo rafforzato la propria capacità di affrontare le crisi di approvvigionamento, continua a essere esposta alla volatilità dei prezzi energetici.

Per milioni di persone, la disponibilità di gas e carburanti non è sufficiente a garantire condizioni di vita adeguate se i costi diventano incompatibili con il reddito familiare. Il problema investe soprattutto chi dispone di minori risorse economiche, ma può ripercuotersi anche sulle imprese, sui trasporti e sui prezzi dei beni e dei servizi.

La sfida per i governi europei sarà quindi duplice: contenere l’impatto immediato dei rincari e accelerare gli interventi necessari a rendere il sistema energetico meno dipendente dai combustibili fossili. Il prossimo inverno metterà alla prova non soltanto la tenuta dei mercati, ma anche la capacità delle istituzioni di garantire ai cittadini l’accesso a un servizio essenziale come il riscaldamento.

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