Venerdì 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base, sono previste manifestazioni in oltre 50 città, tra cui Roma, Milano, Napoli e tutti i capoluoghi di regione. In vista dei cortei, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato una riunione con prefetti, questori e vertici delle forze di polizia per definire un “piano di sicurezza nazionale”. L’obiettivo dichiarato dal Viminale è garantire il diritto di manifestare, ma evitare che le proteste “possano trasformarsi in episodi di violenza”.
Particolare attenzione è rivolta a Milano, dove il governo ha disposto l’invio di 500 militari della Folgore, nell’ambito delle misure di rafforzamento della sicurezza annunciate dopo i riot del 17 e 18 ottobre e l’approvazione del nuovo decreto sicurezza.
Manifestazioni 30 ottobre, il piano di sicurezza del Viminale
Il Viminale ha annunciato un rafforzamento dei presidi sul territorio, con l’impiego di ulteriori unità delle forze dell’ordine e il coordinamento delle autorità provinciali di pubblica sicurezza.
Secondo quanto comunicato dal ministero, sarà predisposto un “articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze“.
Interpellato sui possibili rischi legati alle mobilitazioni, il ministro ha dichiarato: “Gli allarmi ci sono, perché avete visto questo modo di attivazione delle piazze molto insidioso, ma nulla di diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora“.
Sciopero 30 ottobre, le ragioni della protesta
La giornata di mobilitazione è stata indetta dall’Unione Sindacale di Base (USB) contro il carovita, le politiche di riarmo e quella che i sindacati definiscono una crescente repressione delle proteste.
Tra le principali rivendicazioni figurano l’aumento dei salari, la riduzione delle tariffe energetiche e degli affitti e la richiesta di destinare maggiori risorse pubbliche a sanità, istruzione e ricerca, anziché alle spese militari.
Lo sciopero interessa lavoratori del settore pubblico e privato, dalla scuola alla sanità, fino ai trasporti. Proprio su quest’ultimo comparto si è aperto uno scontro tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e USB, dopo l’ordinanza di precettazione emanata dal governo.
USB conferma lo sciopero per i trasportatori
Il sindacato ha confermato la mobilitazione, sostenendo di considerare il provvedimento illegittimo e dichiarandosi disposto ad affrontare le eventuali sanzioni. Le aziende di trasporto hanno invece annunciato servizi generalmente regolari, pur senza escludere possibili disagi.
A Milano, il concentramento è previsto alle 10 in piazza Duca d’Aosta, mentre a Roma l’appuntamento è fissato alle 10.30 in piazza dei Cinquecento. A Napoli i manifestanti si ritroveranno alle 9.30 in piazza Mancini.
Sciopero 30 ottobre, la mobilitazione internazionale dei portuali contro il traffico di armi
La giornata di sciopero generale coincide con una mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali contro il traffico di armi e la militarizzazione degli scali. L’iniziativa, promossa dalla rete sindacale internazionale Ports in Action, coinvolge 113 porti distribuiti in 22 Paesi e regioni, su cinque continenti, con la partecipazione di oltre 25 organizzazioni sindacali.
Tra le principali rivendicazioni c’è il rifiuto di utilizzare i porti come infrastrutture logistiche per il trasporto di materiale bellico. Secondo gli organizzatori, le mobilitazioni interesseranno alcuni degli scali commerciali più importanti del Mediterraneo, tra cui Genova, Gioia Tauro, Marsiglia, il Pireo e Tangeri. In Italia sono previste proteste anche a Livorno, Civitavecchia, Ancona, Ravenna, Bari, Carrara e Trieste.
