La sospensione dei combattimenti a Oleshky, nell’Ucraina meridionale, è entrata in vigore alle 3 del mattino di martedì 27 ottobre. L’accordo consente l’ingresso degli aiuti umanitari e l’evacuazione dei civili rimasti intrappolati nella città. Occupata dall’esercito russo dal 2022, Oleshky affronta da mesi la scarsità di cibo, acqua e medicinali.
La tregua umanitaria è stata annunciata dalla Casa Bianca venerdì 23 ottobre, dopo la mediazione di Melania Trump, moglie del presidente degli Stati Uniti. La sospensione temporanea dovrebbe durare almeno fino a sabato 31 ottobre, ma l’ambito dell’intesa resta limitato alla città e non si estende agli altri territori ucraini interessati dai combattimenti.
Lo sminamento, gli aiuti e l’evacuazione dei residenti
La città si trova sulla sponda orientale del fiume Dnipro, di fronte a Kherson, ed è diventata una delle aree più pericolose del fronte. Vi abitano ancora tra le 1.700 e le 2mila persone, principalmente anziani. Prima dell’invasione russa gli abitanti erano circa 24mila.
L’accesso ai rifornimenti è quasi impossibile: le strade che conducono a Oleshky sono disseminate di mine e costantemente sorvolate dai droni. Le operazioni previste dall’intesa seguiranno quindi una sequenza precisa, con lo sminamento delle strade come primo passaggio.
Solo dopo questa fase è previsto l’ingresso dei medicinali, dell’acqua e dei generi alimentari destinati alla popolazione. L’evacuazione dei residenti sarà l’ultima fase delle operazioni. Non è però ancora chiaro se i civili potranno effettivamente scegliere dove trasferirsi, tra i territori controllati dall’Ucraina e la Russia.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha assicurato che tutte le persone che desiderano lasciare Oleshky potranno farlo.
La mediazione e i combattimenti nel resto dell’Ucraina
La Casa Bianca ha attribuito il raggiungimento dell’accordo a Melania Trump, che avrebbe condotto personalmente i negoziati con le autorità russe e ucraine. Il ruolo della first lady è stato riconosciuto anche dal Cremlino e dal commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets. Tuttavia, la mediazione non sarebbe stata esclusivamente sua: da mesi Russia e Ucraina discutevano della possibilità di una tregua umanitaria attraverso il Comitato Internazionale della Croce Rossa.
Anche papa Leone XIV era intervenuto nei giorni precedenti, chiedendo la sospensione dei combattimenti durante due conversazioni telefoniche con i presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Dopo il colloquio con il pontefice, lo stesso Putin aveva dichiarato che Russia e Ucraina avevano concordato di collaborare per consentire l’arrivo degli aiuti umanitari.
L’intesa raggiunta, però, riguarda esclusivamente Oleshky e non rappresenta un cessate il fuoco generale. Nel resto dell’Ucraina, infatti, i combattimenti proseguono: nelle ore successive all’entrata in vigore della tregua, nuovi attacchi russi hanno colpito Kyiv e Kharkiv, provocando morti e feriti.
