I seggi hanno aperto questa mattina, martedì 27 ottobre, in Israele per il rinnovo della 26esima Knesset, il Parlamento israeliano: al voto sono chiamati circa 7,3 milioni di cittadini. È la prima consultazione dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dall’inizio della successiva offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Le urne sono aperte dalle 7 alle 22, ora locale, con la chiusura fissata alle 21 in Italia.
Al centro delle elezioni in Israele c’è il futuro politico del primo ministro Benjamin Netanyahu, al potere da circa 19 anni. A guidare l’opposizione è Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano e leader del partito centrista Yashar.
Israele, la sfida per i 61 seggi necessari a governare
La coalizione di destra guidata da Netanyahu comprende il Likud, i partiti ultraortodossi Shas e Giudaismo unito della Torah e le formazioni di estrema destra di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich. Sul fronte opposto, Eisenkot affronta il voto alla guida dello schieramento di opposizione.
Secondo gli ultimi sondaggi, nessuno dei due blocchi avrebbe la certezza di raggiungere i 61 seggi necessari per governare, sui 120 disponibili alla Knesset. L’ultima rilevazione del Times of Israel, pubblicata il 22 ottobre, assegna 23 seggi a Yashar e 21 al Likud. La formazione del prossimo governo potrebbe quindi dipendere dal risultato dei partiti minori e dalle alleanze successive alla consultazione.
Tra i primi esponenti politici a votare ci sono stati Ben-Gvir, Eisenkot e i rappresentanti dei partiti arabi Yousef Jabareen e Mansour Abbas. Anche il presidente israeliano Isaac Herzog si è recato alle urne: ha definito la giornata una possibile “festa per la democrazia” e ha invitato i cittadini a esercitare il diritto di voto.
Le accuse di Lieberman e i tempi dei risultati
Il voto segue la richiesta presentata lunedì 26 ottobre dal leader dell’opposizione Avigdor Lieberman alla procuratrice generale Gali Baharav-Miara: aprire un’indagine penale su Netanyahu per presunto tradimento.
Secondo Lieberman, il primo ministro avrebbe fatto pressione sui vertici militari per provocare una nuova escalation con l’Iran prima delle elezioni, mettendo a rischio la vita dei soldati israeliani per ragioni politiche. Sono accuse di Lieberman, non fatti accertati. La richiesta non equivale all’apertura di un procedimento penale e, secondo il Times of Israel, la lettera non conterrebbe prove specifiche a sostegno delle contestazioni.
I primi sondaggi all’uscita dai seggi saranno diffusi alla chiusura delle urne, questa sera alle 22 locali. I risultati ufficiali sono attesi per il 4 novembre, ma la formazione di una nuova maggioranza potrebbe richiedere diverse settimane.
