Una colonna di fumo scuro, visibile anche a diversi chilometri di distanza, ha sollevato interrogativi sulle emissioni dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. La rete Onda del Futuro, composta da associazioni e cittadini che il 17 ottobre hanno manifestato per chiedere la chiusura del polo industriale, ha presentato una richiesta formale di chiarimenti a diverse istituzioni, sollecitando verifiche sulla natura dei fumi e sui possibili rischi per la salute della popolazione.
La segnalazione sui fumi provenienti dall’ex Ilva
Nel documento inviato al Ministero dell’Ambiente, a Ispra, alla Regione Puglia, ad Arpa Puglia, al Comune e alla Prefettura di Taranto, la rete segnala emissioni che sembrerebbero provenire dall’area dell’Altoforno 2 dello stabilimento Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva. L’impianto si trova attualmente in fase di preriscaldo, dopo la sospensione della produzione legata alle vicende giudiziarie che hanno interessato il fermo dell’area a caldo. Secondo Onda del Futuro, tuttavia, questa condizione non è sufficiente per escludere la presenza di sostanze inquinanti.
“Il fatto che un impianto sia in preriscaldo non può essere considerato, da solo, una garanzia di assenza di emissioni inquinanti”, sottolinea la rete, chiedendo che la situazione venga esaminata attraverso controlli specifici.
La richiesta di analisi sulla composizione delle emissioni
L’associazione invita a non trarre conclusioni sulla pericolosità dei fumi basandosi soltanto sul loro aspetto visivo. “Il colore dei fumi non è sufficiente per determinarne la composizione o la pericolosità: servono controlli strumentali, verifiche indipendenti e informazioni accessibili alla cittadinanza”, precisa Onda del Futuro.
Tra le richieste rivolte alle istituzioni c’è innanzitutto l’identificazione certa della sorgente delle emissioni, accompagnata da chiarimenti sulle operazioni attualmente in corso nell’impianto. La rete vuole inoltre conoscere i dati relativi alla presenza di sostanze inquinanti, con particolare attenzione alle polveri e al particolato PM10 e PM2.5, agli ossidi di azoto, all’anidride solforosa e al monossido di carbonio.
I controlli di Arpa Puglia e Ispra e i rischi per la salute
Onda del Futuro domanda anche se siano stati eseguiti campionamenti mirati e controlli straordinari da parte di Arpa Puglia e Ispra per verificare la natura delle emissioni segnalate. Un altro punto riguarda le prescrizioni ambientali che regolano la fase di preriscaldo dell’altoforno. La rete chiede di sapere quali disposizioni siano applicabili alle operazioni in corso e se siano state valutate le possibili conseguenze per chi vive nelle aree interessate. Nel documento si sollecitano inoltre informazioni sulle eventuali misure da adottare nel caso in cui vengano riscontrate emissioni anomale o situazioni potenzialmente pericolose per la popolazione.
“Taranto non può essere lasciata nell’incertezza”
La richiesta si conclude con un appello alla trasparenza e alla diffusione dei risultati delle verifiche. Per Onda del Futuro, i cittadini devono poter accedere a informazioni chiare sulle sostanze rilasciate nell’ambiente e sulle procedure messe in atto per controllarle.
“Taranto non può essere lasciata nell’incertezza. I cittadini hanno diritto a conoscere che cosa viene immesso nell’aria che respirano, quali controlli vengono effettuati e quali garanzie concrete sono previste per la loro salute”, afferma la rete. L’obiettivo è ottenere risposte ufficiali e documentate dalle istituzioni coinvolte, oltre alla pubblicazione degli esiti dei controlli, per fare chiarezza sulle emissioni segnalate nell’area dell’ex Ilva.
