La missione diplomatica di Steve Witkoff in Russia si intreccia con il caso di Stephen Hubbard, cittadino statunitense detenuto in un carcere russo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver chiesto a Vladimir Putin la liberazione dell’uomo, anticipando che potrebbero esserci sviluppi nei prossimi giorni. La richiesta arriva mentre l’inviato americano è impegnato nei colloqui con il presidente russo sulle possibili condizioni per porre fine alla guerra in Ucraina.
Witkoff è arrivato a San Pietroburgo mercoledì 21 ottobre, dopo l’incontro del giorno precedente a Oslo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e interlocutori europei. L’obiettivo della missione è presentare a Mosca le proposte discusse con Kiev e verificare la disponibilità russa a proseguire il percorso negoziale.
Trump chiede a Putin di liberare Stephen Hubbard
Trump ha riferito di aver affrontato con Putin la vicenda di Stephen Hubbard, un ex insegnante statunitense di 74 anni detenuto in Russia. Parlando dallo Studio Ovale, il presidente ha affermato che il caso è seguito da tempo e ha invitato a prestare attenzione ai prossimi sviluppi, senza fornire dettagli su un eventuale accordo.
Hubbard è stato arrestato nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ed è stato condannato da un tribunale di Mosca nell’ottobre 2024 a sei anni e dieci mesi di carcere con l’accusa di aver combattuto come mercenario per le forze ucraine. Le circostanze della sua cattura non sono state ricostruite in modo indipendente dai giornalisti che hanno seguito il caso.
Il Dipartimento di Stato americano ha classificato Hubbard come detenuto ingiustamente. La sua vicenda si inserisce nel più ampio confronto diplomatico tra Washington e Mosca sui cittadini statunitensi detenuti in Russia.
Al momento, tuttavia, non è stata confermata una sua liberazione. Le parole di Trump indicano che il presidente ha sollevato la questione direttamente con Putin, ma non chiariscono se sia già stata raggiunta un’intesa.
Witkoff a San Pietroburgo dopo i colloqui con Zelensky
La visita dell’inviato americano arriva dopo il confronto di Oslo con Zelensky, che ha avuto al centro le condizioni per una possibile intesa e le garanzie di sicurezza richieste da Kiev. Secondo un funzionario statunitense citato dalla CNN, i colloqui hanno prodotto progressi e consentito alle delegazioni di discutere nuove proposte.
Tra i temi affrontati figurano le garanzie di sicurezza a lungo termine per l’Ucraina, la ricostruzione economica dopo la guerra e una più ampia architettura di sicurezza europea. Witkoff è incaricato di portare il risultato di queste discussioni alla controparte russa.
Il presidente ucraino ha ribadito che il futuro del Paese non può essere deciso senza la partecipazione di Kiev ai negoziati. Restano inoltre profonde divergenze sulle questioni territoriali e sulle condizioni poste da Mosca, che chiede all’Ucraina di rinunciare all’intero Donbas e di escludere l’adesione alla NATO.
Il percorso negoziale e le richieste di Washington
La missione di Witkoff punta a verificare se il confronto con il Cremlino possa aprire la strada a negoziati diretti più ampi. Il funzionario statunitense citato dalla CNN ha descritto positivamente la collaborazione tra le delegazioni americana e ucraina, sottolineando l’obiettivo condiviso di individuare soluzioni pratiche per porre fine al conflitto.
Da parte sua, Trump ha insistito sulla necessità che Zelensky accetti di raggiungere un accordo, sostenendo che la Russia disponga di un vantaggio legato alle sue dimensioni e alle conquiste territoriali. Il presidente americano ha anche richiamato il volume degli aiuti forniti dagli Stati Uniti all’Ucraina.
Il caso Hubbard aggiunge un ulteriore elemento alla missione diplomatica: oltre alle proposte sulla guerra, Washington ha portato direttamente a Putin la richiesta di liberare un cittadino americano detenuto in Russia. Resta da capire se i colloqui potranno produrre risultati su questo fronte e se emergeranno progressi concreti verso una soluzione del conflitto.
