Un possibile incontro trilaterale tra i leader è tra le proposte discusse oggi a Oslo dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky con l’inviato speciale americano Steve Witkoff, alla presenza dei leader di Finlandia e Norvegia. Zelensky ha indicato la necessità di affrontare a quel livello le questioni che soltanto i leader possono risolvere.
Al termine dei negoziati di Oslo, definiti «buoni e costruttivi», il presidente ucraino ha illustrato la richiesta rivolta agli interlocutori americani: «Abbiamo idee chiare su come arrivare alla pace e siamo uniti con i nostri partner europei e vogliamo che gli Stati Uniti portino queste idee ai russi».
Il premier norvegese Jonas Gahr Store ha confermato che Witkoff si recherà domani a San Pietroburgo per presentare alla Russia le proposte elaborate durante la riunione e «spianare possibilmente la strada a un incontro tra i leader». Il passaggio successivo dipenderà anche dalla risposta russa: «Vediamo cosa ha da dire Putin», ha osservato Zelensky.
La collaborazione tra i partecipanti è stata al centro della valutazione di Store: «Riteniamo che la pace sia possibile e necessaria per l’Ucraina, per l’Europa e per il mondo intero. Oggi abbiamo avuto colloqui positivi e costruttivi, resi necessari dagli eventi dell’ultima settimana. Concordiamo sul fatto che la collaborazione sia fondamentale».
La partecipazione europea e il ruolo di Kushner
Secondo Axios, alla riunione erano attesi anche i rappresentanti dei paesi E4 — Regno Unito, Francia, Germania e Polonia — e funzionari dell’Unione europea e della Nato. Il consigliere di Trump Jared Kushner, influenzato, avrebbe partecipato a distanza anziché di persona.
Un funzionario statunitense citato da Axios aveva indicato che Witkoff sperava di incontrare il presidente russo Vladimir Putin per presentargli idee elaborate in stretta collaborazione con l’Ucraina e i partner europei.
Per il presidente finlandese Alexander Stubb, «è stata una buona giornata per la pace». La sua valutazione si basa anche sul lavoro precedente alla riunione: «Nell’ultima settimana sono stati fatti molti progressi, lontano dai riflettori. Ho la sensazione che il processo sia tornato sui binari giusti e continueremo a lavorarci insieme ai nostri amici europei».
Stubb ha indicato nella ricerca di una soluzione pacifica alla guerra di aggressione russa la priorità assoluta dell’amministrazione statunitense. Ha però mantenuto una cautela sull’esito del passaggio diplomatico successivo: «La chiave, naturalmente, sarà capire quali messaggi Steve Witkoff riuscirà a ottenere domani da San Pietroburgo. Ma credo che oggi sia stato un successo; domani è un altro giorno. Speriamo di non fare passi indietro».
Kiev rivendica un posto ai negoziati sul proprio futuro
La presenza ucraina resta una condizione posta da Zelensky per qualsiasi confronto sul futuro del paese. Interpellato sull’ipotesi di un incontro tra Trump, Putin e Xi, il presidente ha risposto: «Non so cosa si intenda per incontro trilaterale tra America, Cina e Russia; spetta a loro. Ma, naturalmente, se si parla dell’Ucraina e del nostro futuro, la cosa può essere accettabile solo se noi siamo presenti al tavolo dei negoziati».
Il principio richiamato è «Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina». Anche il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov, su Telegram, ha descritto un confronto ancora impegnativo: «Sono in corso negoziati complessi, volti a raggiungere una pace duratura: un obiettivo necessario non solo per l’Ucraina». Budanov ha chiesto prudenza, valutazioni realistiche e informazioni accurate.
Trump sollecita un accordo e richiama gli aiuti americani
Alla Casa Bianca, Donald Trump ha attribuito a Zelensky la responsabilità di arrivare a un’intesa: «È Zelensky quello che deve far finire la guerra, deve fare un accordo, noi abbiamo dato più soldi all’Ucraina che a chiunque altro e non abbiamo avuto niente».
Trump ha sostenuto che, senza un accordo, per il presidente ucraino la situazione peggiorerà «perché la Russia è un paese grande», affermando inoltre che le conquiste russe in Ucraina si stanno ampliando.
Sul sostegno operativo, la condivisione delle informazioni dei servizi segreti «ora funziona» e aiuta a rispondere a eventuali attacchi russi, ha dichiarato Zelensky dopo il confronto con Witkoff, secondo il Guardian.
Quanto alla situazione sul terreno, Budanov ha contestato la presunta conquista russa di Dobropillia: «È un dato di fatto che Dobropillia rimanga sotto il controllo ucraino; pertanto, non si può in alcun modo affermare che questa città ucraina sia stata conquistata dalle forze russe».
