Il giudice ha convalidato l’arresto del 21enne fermato sabato durante gli scontri nella zona della stazione di Bologna, disponendo per lui l’obbligo di presentarsi ogni giorno alla polizia giudiziaria. La gip Roberta Malavasi non ha accolto la richiesta della Procura, che aveva sollecitato gli arresti domiciliari per il giovane, studente di Antropologia e incensurato. Il ragazzo è accusato di aver lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, oltre che di lesioni e resistenza aggravata.
Le lesioni riportate durante l’arresto
Dopo il fermo, il 21enne era stato accompagnato all’ospedale Maggiore di Bologna per ricevere le cure necessarie. Aveva riportato una frattura del setto nasale e una ferita a un sopracciglio. Durante l’udienza di convalida ha scelto di non rispondere alle domande, ma ha presentato una dichiarazione scritta per fornire la propria ricostruzione dei fatti, contestando in particolare le modalità con cui sarebbe stato immobilizzato dagli agenti.
“Placcato da dietro e spinto con il volto a terra”
Nella dichiarazione depositata, lo studente ha negato di aver opposto resistenza agli agenti nel momento dell’arresto. Ha raccontato di essere stato bloccato alle spalle, placcato e spinto verso il pavimento con il viso a terra. Ha inoltre riferito che qualcuno lo avrebbe afferrato per i capelli.
Una versione diversa da quella fornita da un poliziotto, che ha sostenuto di aver riportato lesioni provocate dal giovane. I medici hanno giudicato le ferite dell’agente guaribili in tre giorni.
La gip esclude la resistenza a pubblico ufficiale
A spiegare l’esito dell’udienza è stato l’avvocato Ettore Grenci, difensore del 21enne. “La giudice ha convalidato l’arresto, ma ha escluso la gravità indiziaria sul reato di resistenza a pubblico ufficiale contestato al momento dell’arresto”, ha dichiarato il legale.
Secondo Grenci, la gip avrebbe considerato la ricostruzione dello studente maggiormente compatibile con gli elementi disponibili rispetto a quella del poliziotto, tenendo conto anche dei traumi documentati nei certificati medici. Per le altre accuse contestate, invece, la giudice ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza. È stata quindi disposta una misura cautelare meno restrittiva rispetto agli arresti domiciliari richiesti dalla Procura.
La difesa valuta l’acquisizione dei filmati
Il legale sta ora valutando le iniziative da intraprendere per chiarire la dinamica degli scontri e dell’arresto. Tra le possibilità c’è la richiesta di acquisire le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, che potrebbero aver ripreso quanto accaduto.
“Vorrei chiedere che venga acquisito qualche video. Sotto i portici di viale Masini credo ci siano telecamere che potrebbero aver ripreso”, ha spiegato Grenci. La difesa prenderà inoltre in considerazione l’eventualità di presentare una denuncia per le lesioni subite dal giovane durante il fermo.
