La protesta nelle scuole a Bologna contro guerra e carovita si allarga. Gli studenti hanno bloccato gli accessi alla succursale del liceo Minghetti, in vicolo Stradellaccio a Bologna, la mattina del 20 ottobre 2026. La nuova occupazione segue quella delle Laura Bassi nei giorni scorsi e la protesta all’istituto Rosa Luxemburg, iniziata ieri.
Il collettivo del Minghetti ha rivendicato sui social le ragioni della mobilitazione: «Oggi non si entra», «Mingo in blocco contro guerra e carovita». Per il pomeriggio è stata annunciata un’assemblea dei collettivi studenteschi nello spazio Split di via San Giacomo, per proseguire l’organizzazione delle iniziative.
La protesta nelle scuole di Bologna si allarga
Il nuovo blocco è arrivato dopo una settimana di tensioni, culminata nelle proteste di venerdì e sabato a Bologna contro il caro vita. Le lezioni non erano ripartite neppure sabato scorso: la dirigenza scolastica aveva comunicato l’impossibilità di svolgere le attività e invitato il personale a lasciare la sede.
«Si comunica che, a causa del blocco degli accessi alle sedi del Liceo da parte di un gruppo di studenti, non è possibile lo svolgimento delle attività scolastiche», recitava la nota. «Il servizio scolastico è pertanto interrotto per la giornata odierna, sabato 17 ottobre 2026».
Il corteo all’Ufficio scolastico e gli scontri in stazione
Venerdì lo sciopero studentesco sotto le Due Torri aveva coinvolto quasi tutte le scuole superiori del territorio aderenti alla mobilitazione. Ai cortei avevano partecipato 500 alunni e alunne, ai quali si erano aggiunti altri 500 giovanissimi dei collettivi, diretti verso l’Ufficio scolastico regionale.
La mobilitazione aveva interessato anche gli accessi a sette istituti superiori, con picchetti, bidoni divelti e dati alle fiamme, prima della manifestazione in centro. I collettivi avevano bloccato scuole e strade.
Le manifestazioni e l’occupazione delle scuole a Bologna
All’Ufficio scolastico regionale gli studenti erano riusciti a entrare nell’edificio, fermandosi per diversi minuti nel corridoio e all’ingresso degli uffici. Durante l’azione era stato rotto un vetro. Un gruppo aveva poi dato vita a un corteo non autorizzato, con Cua e Cas, raggiungendo la stazione.
Da piazza delle Medaglie d’oro i manifestanti si erano mossi verso l’ingresso dello scalo, presidiato da tre mezzi blindati e da una ventina di agenti in tenuta antisommossa. Dopo alcuni minuti di tensione a distanza, gli studenti si erano avvicinati ai reparti schierati.
Erano quindi partiti lanci di oggetti, bottiglie e fumogeni contro gli agenti, che avevano risposto respingendo la folla con gli scudi.
