Flat tax, il limite dei ricavi o compensi per autonomi e ditte individuali potrebbe salire a 100mila euro in vista della legge di Bilancio 2027, ma l’obbligo di applicare l’Iva scatterebbe già a 85mila euro. È l’ipotesi su cui lavora il Governo: l’estensione della tassazione agevolata sui redditi non comporterebbe un analogo ampliamento dell’esenzione dall’imposta sulle operazioni.
L’aumento del tetto del regime forfettario è sostenuto dalla Lega. La soluzione allo studio punta a conciliare questa richiesta con la direttiva europea che fissa la soglia di riferimento per le agevolazioni Iva.
La separazione tra imposta sui redditi e Iva
Il contribuente nella fascia aggiuntiva continuerebbe a pagare l’imposta sostitutiva sui redditi, ma dovrebbe applicare l’Iva con i relativi adempimenti ordinari. L’ipotesi separerebbe quindi due componenti oggi associate al regime agevolato.
Il funzionamento attuale prevede un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per le nuove attività nei casi previsti dalla normativa. Per determinare il reddito imponibile si applica ai ricavi o compensi un coefficiente di redditività collegato al codice Ateco dell’attività. I costi vengono così riconosciuti in misura forfettaria, anziché essere dedotti analiticamente uno per uno come nel regime ordinario.
Chi rispetta i requisiti normalmente non applica l’Iva in fattura ed è esonerato dai versamenti periodici, dalla dichiarazione annuale e dalle comunicazioni delle liquidazioni periodiche.
Nella fascia tra il limite attuale e quello proposto il contribuente resterebbe nel forfettario fino alla fine del periodo d’imposta, passando al regime ordinario dall’anno successivo. Il superamento del nuovo tetto comporterebbe invece l’uscita immediata dal regime agevolato, con applicazione dell’Iva secondo le regole previste.
Flat tax, gli effetti sulle fatture a imprese e privati
Per chi lavora prevalentemente con altre imprese, l’applicazione dell’Iva potrebbe risultare sostanzialmente neutrale per il cliente, quando l’imposta è detraibile secondo le regole applicabili.
Un professionista che fattura a persone fisiche potrebbe invece dover scegliere tra un aumento del prezzo finale del 22% e l’assorbimento del costo dell’imposta, con una riduzione del proprio margine.
Le coperture e la scadenza per dipendenti e pensionati
La legge di Bilancio deve ancora arrivare in Consiglio dei ministri. La proposta deve fare i conti con le coperture finanziarie e il nodo dovrebbe essere sciolto entro la fine di ottobre.
Alla fine del 2026 scade anche l’innalzamento da 30mila a 35mila euro della soglia di reddito da lavoro dipendente o pensione che consente l’accesso al forfettario a chi svolge anche un’attività con partita Iva. Senza proroga, tornerebbe il limite precedente, restringendo le possibilità di affiancare un secondo lavoro allo stipendio o alla pensione.
