Chi tira sassi contro le vetrine va processato e, se è un immigrato illegale, rimandato nel proprio Paese: è la posizione espressa sulle violenze a Milano da Carlo Calenda, leader di Azione, intervenuto a Ping Pong su Rai Radio 1, condotto da Annalisa Chirico.
Calenda ha distinto le proteste legittime dai saccheggi: “I giovani hanno tutto il diritto di mobilitarsi”. Ha definito la mobilitazione per migliorare la scuola e affrontare il problema dei salari “del tutto legittima e persino positiva”. Per chi colpisce le vetrine, invece, ha chiesto il processo per direttissima.
Le restrizioni ai social e i danni delle devastazioni: parla Carlo Calenda
Il leader di Azione ha chiesto maggiori restrizioni alle piattaforme, collegando le violenze alla pubblicazione dei contenuti: “Questi ragazzi fanno cose di questo tipo per pubblicarle sui social”. Per Calenda, il controllo di ciò che accade attraverso i social riguarda un fenomeno che sta “devastando una generazione”.
“Ci vorrà un momento in cui questi social vengono bloccati? Perché è chiaro che c’è un meccanismo che è diventato fuori controllo”, ha aggiunto. Rispondendo a una domanda sulla proposta del vicepremier Matteo Salvini, Calenda si è detto favorevole a far pagare i danni ai responsabili delle devastazioni: “Ma sì, in Francia questa è una cosa che sta avvenendo”. Ha descritto la situazione francese come “una condizione di emergenza nazionale”, sottolineando la portata delle violenze nelle manifestazioni, ben diversa da quella registrata in Italia. “Lì hanno fatto questa proposta che io trovo giusta: responsabilizzare”.
Il giudizio su Piantedosi e il ruolo di Sala
Calenda ha espresso anche un giudizio in parte positivo sull’operato di Piantedosi, citando “l’apertura dei CPR in ogni Regione” e criticando l’opposizione della sinistra, definita “stupidamente” contraria.
Ha però contestato la risposta al sindaco: “Non si può rispondere a un sindaco che sia un radical chic”. Il leader di Azione ha ricordato che i poteri di ordine pubblico spettano al ministro, non al sindaco, chiedendo a Piantedosi di spiegare ciò che ha funzionato e ciò che non ha funzionato. “Sala sarà pure un radical chic, ma che cosa c’entra con quello che è successo?”, ha concluso.
