“Avrebbero dimostrato un’assoluta disinvoltura nel compiere azioni distruttive di rara violenza, oltre a una significativa capacità criminale e una mancanza di autocontrollo”. È il giudizio espresso dalla Procura di Milano nei confronti di alcuni dei cinque maggiorenni arrestati sabato 17 ottobre, durante gli scontri generati dalle proteste per il carovita che hanno attraversato il centro cittadino.
Le parole dei magistrati
“Hanno dato prova di una assoluta disinvoltura ad improvvisare azioni distruttive di rara violenza”, si legge negli atti della Procura riportati dall’Ansa. I magistrati hanno chiesto la convalida degli arresti e la custodia cautelare in carcere per i giovani che, secondo le ricostruzioni, avrebbero lanciato cestini, sampietrini e altri oggetti contro le forze dell’ordine. Dagli atti emerge inoltre che uno degli indagati avrebbe preso parte agli scontri con il volto coperto da un passamontagna raffigurante un noto calciatore.
Le accuse della Procura e la richiesta di custodia cautelare
I cinque giovani, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, sono accusati, a vario titolo, di resistenza pluriaggravata e devastazione e saccheggio. Quest’ultimo reato, previsto dall’articolo 419 del Codice penale, è punibile con la reclusione da 8 a 15 anni, con un aumento della pena se i fatti vengono commessi durante manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico.
La richiesta di convalida degli arresti e di custodia cautelare in carcere è stata firmata dalla pubblico ministero Giovanna Cavalleri, nell’ambito delle indagini condotte dalla Polizia e coordinate dal procuratore Marcello Viola. Spetterà ora al giudice per le indagini preliminari valutare le richieste della Procura e fissare gli interrogatori.
Scontri a Milano, il bilancio dei fermi e degli arresti
Nel frattempo, sono saliti a 11 i maggiorenni arrestati tra sabato 17 e domenica 18 ottobre per i disordini nel centro di Milano. Anche per questi ultimi la Procura ha avviato le procedure per chiedere la convalida degli arresti e la custodia cautelare in carcere.
Per 174 delle 271 persone accompagnate in questura è scattato il fermo di prevenzione di polizia, una misura introdotta dal decreto-legge 23/2026, che consente alle forze dell’ordine di trattenere una persona per un massimo di 12 ore, anche senza che abbia commesso un reato. La misura, applicabile anche ai minorenni, prevede che il pubblico ministero venga immediatamente informato del trattenimento e possa ordinarne il rilascio qualora non sussistano le condizioni previste dalla legge.
