L’Inter riparte da Bologna dopo la sconfitta di martedì contro il Bruges, maturata con il cedimento degli ultimi trenta minuti. Alla vigilia della trasferta, Cristian Chivu ha riconosciuto le responsabilità della squadra senza cancellare quanto costruito nella prima ora: “Abbiamo creato tanto, abbiamo avuto due grandi palle gol con Lautaro e Dimarco e poi è crollato il castello quando abbiamo subito il secondo gol”.
Il tecnico ha chiesto una reazione, senza piangersi addosso. Ad Appiano il rischio di ridimensionare le ambizioni europee convive con il dominio in Serie A: l’obiettivo è ricomporre la distanza fra le prestazioni nelle due competizioni, anche senza Lautaro. Bologna, spesso fatale nell’ultimo ciclo nerazzurro, è il prossimo appuntamento.
Chivu cerca un pensiero comune dopo il Bruges
La priorità indicata da Cristian Chivu è ritrovare le certezze e un “pensiero comune”. La sconfitta pesa per le aspettative alte e per una partita che, nel giudizio dell’allenatore romeno, l’Inter avrebbe potuto vincere, con tutto il rispetto per il Bruges.
“Hanno iniziato a metterci in difficoltà quando siamo calati dal punto di vista mentale e abbiamo creato confusione in tutto ciò che si faceva”, ha spiegato. La squadra ha risposto con l’orgoglio anziché con l’organizzazione. Chivu considera il risultato un episodio, pur riconoscendone il rumore: la fiducia nella forza dell’Inter e negli obiettivi di Champions resta.
La gara di Bologna appartiene però a un’altra competizione e richiede un’attenzione specifica. Il tecnico ha ricordato che Palladino, lì da un mese, ha cambiato modulo e dato alla squadra un’identità basata su verticalità, energia e intensità. “Se non vinci i duelli e non corri con loro puoi andare in difficoltà”, ha avvertito.
Le 14 reti subite e le responsabilità del tecnico
Le 14 reti subite in otto partite rendono la difesa il primo problema da affrontare. I principi non cambiano, ma Chivu ha assunto la responsabilità di avviare la correzione: deve valutare come mettere la squadra nelle condizioni giuste, spiegare meglio ed essere più incisivo nell’indicare cosa fare e quando. Durante la partita, ha osservato, il suo margine d’intervento è limitato.
Per l’allenatore sono piccoli dettagli, capaci però di fare la differenza. La richiesta è ritrovare l’unità nei diversi momenti della gara, senza lasciarsi abbattere dalle difficoltà. In fase difensiva l’obiettivo deve essere condiviso e tutti gli undici giocatori devono muoversi sulla stessa linea.
Non servono sforzi straordinari, ma ciò che la squadra ha sempre fatto, con o senza Lautaro: Chivu ha ricordato che il gruppo dispone di diversi leader.
Le assenze e la fiducia in Provedel e Bonny
Pavard non partirà per Bologna. L’Inter ha comunicato un “risentimento agli adduttori della coscia destra”: il francese sarà rivalutato con calma per un infortunio simile a quello di Lautaro. L’attaccante resterà fuori per un altro mese abbondante, con il rientro indicato dopo la sosta di novembre.
Alla domanda sull’impiego di Pepo Martinez, Chivu ha risposto parlando di Provedel: “Ha la mia stima e la mia considerazione, ci darà una mano importante in questa stagione”.
Il tecnico ha poi elogiato Bonny, che lo ha impressionato in questo inizio di stagione mostrando qualità ogni volta che è subentrato. Lo considera un grande attaccante e ne apprezza il contributo alla squadra nei finali di gara. La soddisfazione per il suo rendimento è piena: “Prima o poi inizierà anche una partita e siamo molto molto contenti di quello che sta facendo”.
