L’Italia e la Commissione europea hanno raggiunto un accordo sulle misure del decreto per ridurre il peso dei costi energetici su famiglie e imprese, ha comunicato Palazzo Chigi. Oggi a Bruxelles è in corso la seconda e ultima giornata del Consiglio europeo, dopo il confronto di ieri sull’energia.
L’intervento sulle bollette punta a limitare l’effetto dell’aumento dei prezzi del gas sul prezzo dell’elettricità. La presidenza del Consiglio ha precisato che l’obiettivo comprende anche la tutela della parità di condizioni nel mercato interno, minimizzando le distorsioni.
L’intesa è arrivata dopo “intensi e costruttivi scambi” tra la Commissione e le autorità italiane, nel “pieno rispetto del Middle East State Aid Framework e della normativa settoriale”. L’Italia notificherà le misure temporanee secondo le norme dell’Unione europea sugli aiuti di Stato; la Commissione le valuterà in via prioritaria.
Decreto bollette UE: revisione degli Ets e prezzi dell’elettricità
L’accordo sul sistema Ets è stato raggiunto nella notte, dopo una giornata di stallo e un lungo confronto tra i 27. Il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2, con particolare attenzione alla struttura e alle misure di salvaguardia.
Le conclusioni richiamano l’urgenza di un mercato del carbonio “ben funzionante, trasparente e prevedibile”, di una minore volatilità dei prezzi e della mitigazione del loro impatto sull’elettricità, preservando il ruolo essenziale dell’Ets. Palazzo Chigi ha espresso soddisfazione per il recepimento delle priorità italiane, tra cui la tutela della produzione industriale europea.
Il confronto ha riguardato anche la strategia energetica: alla difesa della transizione ecologica si è contrapposta la richiesta di Giorgia Meloni di frenare, o introdurre eccezioni, nelle politiche europee sulle rinnovabili.
La richiesta italiana di flessibilità fiscale
Meloni ha chiesto di considerare il caro prezzi come un fattore esterno determinante nell’applicazione delle regole fiscali. Solo la Grecia ha sostenuto apertamente la posizione italiana.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha invece richiamato la cautela sui conti pubblici, indicando nella proroga del regime degli aiuti di Stato per la crisi energetica l’unica misura possibile «nel brevissimo periodo».
Zelensky chiede risorse per la difesa e intercettori Patriot
Le guerre in Ucraina e in Medio Oriente sono tra i temi della giornata del vertice, al quale partecipa Zelensky. Il presidente ucraino ha stimato in 155 miliardi di euro il costo della guerra per l’anno prossimo e ha chiesto agli europei almeno altri 70 miliardi per la difesa, le armi e la resilienza: “Si tratta di una cifra realistica”.
Per i rifornimenti militari, Zelensky ha affermato che l’Europa dispone degli intercettori Patriot necessari a consentire all’Ucraina di superare l’inverno. Ha inoltre confermato l’impegno nel progetto Freja per una propria difesa missilistica, legandone le prospettive all’unità e al sostegno europeo.
Il presidente ucraino ha ricordato di aver ricevuto «solo sostegno» dagli europei, che comprendono la posizione del suo Paese. Sull’accordo tra Russia e Stati Uniti sul diesel ha parlato di “una sorpresa per tutti”, aggiungendo che «avremmo dovuto saperlo». Ha rivendicato il diritto di difendere l’Ucraina e il suo popolo e l’importanza di preservarne la dignità in guerra. Quanto al rapporto con Trump, ha annunciato un incontro tra i negoziatori nei prossimi giorni.
Le proposte sulle procedure per i migranti irregolari
L’Italia, la Danimarca e la Polonia hanno presentato emendamenti alle conclusioni sulle migrazioni. Le richieste riguarderebbero il riconoscimento della migrazione irregolare come sfida per le società europee, la riduzione dei fattori di attrazione e la valutazione di strumenti per favorire la cooperazione tra Stati quando le politiche nazionali hanno ripercussioni sugli altri Paesi.
A margine del vertice, Meloni ha ospitato con Frederiksen e il premier olandese Rob Jetten una riunione informale sulle soluzioni innovative in materia migratoria. Richiamando i recenti eventi di Ceuta, ha chiesto vigilanza sulle frontiere esterne e una revisione mirata della legislazione europea per rendere più efficaci le procedure di trattenimento dei migranti irregolari durante le procedure di frontiera, ha spiegato Palazzo Chigi.
