Una risposta su Instagram ha riacceso il gioco tra tv e politica italiana: Pedro Sánchez ha replicato alla “letterina” di Luciana Littizzetto e, nel farlo, ha ribadito il sostegno alla segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. Non ha offerto la sua candidatura al “campo largo” italiano, anzi. Ha scritto che resterà in Spagna e lo ha fatto con il tono leggero della gag televisiva. Detto questo, il messaggio non si è fermato alla battuta.
La comica torinese, sorpresa dalla risposta, ha rilanciato subito sui social. E il botta e risposta, nato sul piccolo schermo, ha trovato nel web il suo terreno naturale.
Dalla letterina televisiva al commento social
Tutto parte da Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio sul canale Nove. Nella puntata di domenica 11 ottobre, Littizzetto ha dedicato la sua “letterina” al premier spagnolo, giocando sulle difficoltà del suo governo e sull’idea, paradossale, di un trasferimento in Italia per guidare l’opposizione. “Volevi fermare lo sfratos e la maggioranza ha sfratato a ti”, ha scherzato nel suo spagnolo maccheronico, agganciando il tema della crisi politica in Spagna.
Da lì, l’invito: perché non candidarsi a capo del cosiddetto campo largo? Per spiegare la complessità della coalizione ha scelto un’immagine domestica, la paella: tanti ingredienti da amalgamare con pazienza, altrimenti il piatto non regge. Un riferimento, neanche troppo implicito, anche agli attriti tra Schlein e Giuseppe Conte.

Il video del monologo è poi finito sui social e, a sorpresa, sotto quel post è comparso il commento del premier. Sánchez ha scelto di restare nel registro dell’ironia, ma ha inserito un punto politico chiaro. “Grazie per le gentili parole, Luciana, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno altri quattro anni 😉 E comunque, non riesco proprio a immaginare una persona migliore per l’Italia che @ellyesse! Sempre tuo, Pedro Pedro Pedro 🌹”, ha scritto, citando nel finale la canzone di Raffaella Carrà.
A quel punto, Littizzetto ha replicato condividendo la risposta sul suo profilo e firmando un nuovo messaggio, in stile “italo-spagnolo”: “Me siento benedecta e sancificata. Con mucho calor, tua tortilla de patata”. Il gioco gastronomico è proseguito, ma l’attenzione si è spostata rapidamente sul nome evocato dal premier.
Schlein al centro del messaggio e il nodo della guida del campo largo
Di fatto, al netto della cornice comica, il commento di Sánchez contiene una presa di posizione. Il premier spagnolo ha espresso in pubblico la propria stima per Elly Schlein in un momento in cui il centrosinistra italiano discute ancora di leadership e metodo per costruire l’alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni.
La relazione tra la segretaria del Pd e Giuseppe Conte resta un passaggio delicato. Le opposizioni condividono l’obiettivo, ma i dettagli, programma, perimetro, meccanismi di scelta, sono ancora oggetto di confronto. Nei giorni scorsi, Conte ha avanzato l’ipotesi che entrambi facciano un passo indietro per individuare una figura terza; proposta che Schlein non ha accolto.
Per questo, le parole del leader spagnolo vengono lette come un attestato di fiducia nei confronti della guida democratica. Non sono un’investitura formale, e lui stesso non le presenta in quei termini, però la dichiarazione pubblica arriva mentre la partita è aperta e aggiunge un tassello al mosaico progressista europeo.
Da qui, un doppio segnale: verso l’Italia, con l’indicazione esplicita di una persona “migliore per l’Italia”, e verso la Spagna, con la conferma dell’impegno a restare alla Moncloa. Il riferimento temporale non è secondario e si incrocia con l’orizzonte politico che Sánchez rivendica per il suo esecutivo.
Quanto al futuro immediato, il premier ha escluso con leggerezza e chiarezza qualsiasi ipotesi di sbarco nella politica italiana. La gag resta tale. E la scelta di Schlein come riferimento, in questa fase, appare per lui la più naturale.
Resta, infine, un passaggio letterale che definisce il perimetro della sua disponibilità: nel commento social, Sánchez scrive che intende restare in Spagna «per almeno altri quattro anni». Un’indicazione precisa, che chiude il cerchio della battuta e fissa, nero su bianco, l’orizzonte che si è dato.
