Il rapporto tra Spagna e Stati Uniti resta solido nonostante le divergenze politiche tra i rispettivi governi. È quanto ha sottolineato Pedro Sanchez durante la sua permanenza a New York per l’Assemblea generale dell’Onu, dove il premier spagnolo ha però criticato duramente il discorso pronunciato da Donald Trump davanti alle Nazioni Unite e ha incontrato il sindaco della città Zohran Mamdani.
Sanchez: “Il discorso di Trump molto ideologico”
In un’intervista con Jon Stewart, storico volto della satira progressista statunitense e conduttore del podcast “The Weekly Show with Jon Stewart”, Sanchez ha definito l’intervento di Trump all’Assemblea generale dell’Onu “molto ideologico, non sostenuto da fatti e dai dati”.
L’intervista è stata realizzata a New York a margine della settimana dell’Assemblea generale e un’anticipazione è stata diffusa sui social. Rispondendo alle domande di Stewart, il premier spagnolo ha fatto riferimento in particolare alle posizioni espresse dal presidente americano sul cambiamento climatico, sulla guerra in Iran e sulla situazione in Medio Oriente.
Secondo Sanchez, le posizioni di Trump “non sono, diciamo, ampiamente sostenute da molti Paesi nel mondo”, ha affermato sorridendo. Stewart ha definito quella del premier una formulazione “molto diplomatica” e gli ha quindi chiesto se il presidente americano utilizzi lo stesso tono anche nei colloqui diretti con gli altri leader. Nell’anticipazione diffusa, tuttavia, questa domanda non ha ricevuto una risposta. Sanchez non ha ancora avuto un incontro bilaterale con Trump, anche se ha avuto modo di incrociare il presidente statunitense in diversi vertici internazionali.
“Il legame tra Spagna e Usa è più forte dell’acciaio del ponte di Brooklyn”
In un forum economico organizzato dalla Camera di Commercio Spagna-Usa a New York, Sanchez ha invece evidenziato la solidità dei rapporti tra Madrid e Washington. “Il vincolo che unisce la Spagna agli Stati Uniti è solido, è più solido dell’acciaio che sostiene il ponte di Brooklyn ed è al di sopra di qualunque congiuntura o differenza ci possano essere”, ha dichiarato.
Il premier non ha citato direttamente Trump, ma ha ricordato implicitamente le divergenze emerse durante il secondo mandato del presidente americano, compresa la posizione del governo spagnolo sulla richiesta di portare al 5% del Pil la spesa per la difesa concordata con la Nato.
Per Sanchez, comunque, tra i due Paesi “è più forte ciò che ci unisce di ciò che ci separa”. Spagna e Stati Uniti, ha aggiunto, “non solo siamo soci commerciali, siamo soci essenziali” e anche “compagni di traversata”. Il premier ha concluso definendo i due Paesi non soltanto amici, ma “famiglia”. Sanchez aveva intanto scelto di non partecipare alla ricezione organizzata da Trump per i capi di Stato e di governo presenti all’Assemblea generale dell’Onu, motivando l’assenza con ragioni legate all’agenda.
L’incontro con Mamdani a Gracie Mansion
Durante la permanenza a New York, Sanchez ha incontrato anche il sindaco Zohran Mamdani a Gracie Mansion. Dopo un colloquio privato, il primo cittadino ha accolto il premier spagnolo al forum “Costruire un’economia per la maggioranza”, al quale hanno partecipato anche la premier delle Barbados Mia Amor Mottley e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “Con Zohran Mamdani abbiamo parlato della sfida condivisa di costruire un’economia per la maggioranza”, ha scritto Sanchez su X, ribadendo la sintonia sulle politiche progressiste con il sindaco di New York.
Mamdani elogia le politiche sociali della Spagna
Mamdani, citato dall’emittente pubblica Tve, ha definito Sanchez un “difensore della classe lavoratrice” e ha apprezzato alcune delle politiche adottate in Spagna, citando in particolare l’aumento del salario minimo e l’estensione del congedo di paternità.
Il sindaco di New York ha inoltre richiamato la figura di Federico Garcia Lorca e il periodo trascorso dal poeta e drammaturgo nella città prima di essere ucciso dal regime franchista. Lorca, ha ricordato Mamdani, “credeva nella possibilità di un mondo migliore”. “Abbiamo il potere di rendere realtà quella visione”, ha aggiunto.
Sanchez: “Un altro modello economico è possibile”
Sanchez ha collegato le esperienze di Spagna e New York alla possibilità di perseguire un modello economico diverso. “La Spagna sta dimostrando che un altro modello economico è possibile. Più lavoro, migliori salari, minori disuguaglianze”, ha affermato.
Secondo il premier, anche New York sta mostrando che la stessa ambizione può incidere sulla trasformazione delle città. “Per questo i potenti ci temono”, ha aggiunto Sanchez, sostenendo che queste politiche “funzionano, danno risultati alla gente comune” e possono contribuire a ridurre le disuguaglianze. “La giustizia sociale non è nemica della crescita economica”, ha infine sottolineato il premier spagnolo nel suo messaggio pubblicato sui social.
