La Spagna tornerà alle urne domenica 29 novembre 2026. Il presidente del governo Pedro Sánchez ha annunciato la convocazione di un Consiglio dei ministri straordinario per procedere allo scioglimento delle Cortes Generales e indire elezioni anticipate.
Sánchez non ha annunciato le proprie dimissioni: resterà alla guida dell’esecutivo mentre prende il via il percorso che porterà il Paese alle urne. La decisione anticipa di circa nove mesi la scadenza elettorale naturale, che avrebbe portato al voto nell’agosto 2027.
L’annuncio arriva dopo la bocciatura, venerdì, di due decreti del governo contenenti misure sull’emergenza abitativa, respinti al Congresso anche con i voti contrari di Partito Popolare, Vox e Junts.
Sánchez: “Serve una maggioranza progressista più ampia”
La decisione è stata comunicata da Sánchez con una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa.
“Dopo aver informato, come previsto, il capo dello Stato, ho deciso di convocare questa stessa mattina un Consiglio dei ministri straordinario per sciogliere le Cortes Generales e convocare elezioni generali che si terranno domenica 29 novembre”, ha annunciato il premier.
Sánchez ha ammesso che una parte della maggioranza sociale che ha sostenuto il governo manifesta oggi “insoddisfazione” e ha riconosciuto che l’esecutivo ha commesso errori e non è riuscito a realizzare tutti i propri obiettivi.
“Per fare di più, dobbiamo rinnovare e ampliare il sostegno della gente”, ha affermato. L’obiettivo indicato dal leader socialista è ottenere in Parlamento “una maggioranza molto più ampia, progressista” per portare avanti le riforme ancora pendenti.
Il bilancio del governo
Nel suo intervento Sánchez ha difeso l’operato dell’esecutivo di coalizione progressista. Secondo il premier, negli ultimi tre anni la Spagna è diventata “l’economia che cresce e crea più occupazione di tutta l’Unione europea”, mentre il potere d’acquisto dei cittadini sarebbe aumentato più rapidamente rispetto a Francia e Germania.
Il presidente del governo ha inoltre rivendicato l’aumento delle borse di studio, dei congedi di maternità e paternità, degli aiuti alla non autosufficienza e delle prestazioni del sistema sanitario nazionale.
Tra i risultati citati anche l’utilizzo dei fondi europei Next Generation, l’avanzamento della transizione energetica e le misure adottate sul fronte della casa.
Sánchez ha anche ricordato la scelta del governo di non destinare alla difesa il 5% del Pil, sostenendo di non voler “sacrificare lo Stato sociale” per raggiungere quell’obiettivo di spesa.
L’attacco all’opposizione
Nel discorso il premier ha rivolto critiche molto dure alle forze di opposizione, parlando della “peggiore opposizione che abbia conosciuto la nostra democrazia”.
Secondo Sánchez, i suoi avversari politici avrebbero messo in discussione la legittimità del sistema elettorale e ostacolato provvedimenti del governo. Il leader socialista ha inoltre accusato alcune amministrazioni regionali di aver utilizzato il proprio potere per contrastare le politiche dell’esecutivo centrale.
Si tratta delle valutazioni politiche espresse dal presidente del governo nel discorso con cui ha annunciato il voto anticipato.
L’appello agli spagnoli
Sánchez ha infine impostato la sfida elettorale come una scelta sul futuro politico del Paese.
“È arrivato il momento che gli spagnoli decidano quale futuro vogliono”, ha dichiarato, contrapponendo l’ipotesi di un’avanzata della destra radicale alla prosecuzione dell’esperienza progressista.
Il voto del 29 novembre metterà così fine anticipatamente a una legislatura iniziata dopo le elezioni generali del luglio 2023 e caratterizzata da una maggioranza parlamentare particolarmente frammentata.
