Il 27 settembre 2026 a Puerta del Sol, la piazza centrale di Madrid, sono state montate 150 tende dopo la manifestazione di sabato contro la crisi abitativa e lo sfratto di Maricarmen Abascal, la donna di 87 anni costretta mercoledì a lasciare l’appartamento nel quartiere Retiro in cui viveva da 71 anni. Un caso diventato in pochi giorni il simbolo di un problema che in Spagna esiste da molto prima di lei.
La protesta, convocata dal Sindicato de Inquilinas e Inquilinos de Madrid, era partita proprio da Sol per raggiungere il Congresso dei Deputati. Secondo la Delegazione del Governo hanno partecipato circa 25mila persone, mentre gli organizzatori parlano di 300mila. Al termine del corteo, una parte dei manifestanti è tornata nella piazza e ha iniziato a montare le tende. Lo slogan scelto dal sindacato lascia poco spazio alle interpretazioni: “O cae el rentismo, o cae el Gobierno”, o cade il sistema della rendita immobiliare o cade il governo.
Lo sfratto di Maricarmen a Madrid diventa un caso nazionale
Per capire perché migliaia di persone siano scese in strada bisogna tornare a mercoledì 23 settembre. Maricarmen ha 87 anni, una disabilità riconosciuta al 50% e viveva dal 1955 nello stesso appartamento, al numero 46 di calle Alcalde Sáinz de Baranda. La donna pagava circa 500 euro al mese grazie a un contratto di “renta antigua”, un regime di affitto precedente alle liberalizzazioni del mercato immobiliare spagnolo.
Il problema è nato quando il contratto, originariamente intestato ai genitori, non ha potuto essere ulteriormente subrogato. La società proprietaria dell’immobile, Urbagestión Desarrollo e Inversión, chiedeva inizialmente 2.650 euro al mese per un nuovo affitto, a fronte di una pensione di Maricarmen di circa 1.300 euro.
Prima dello sfratto erano stati fatti diversi tentativi per trovare una soluzione. Una donatrice anonima si era offerta di coprire la differenza tra i 500 euro pagati dalla donna e il nuovo canone richiesto dalla proprietà. Anche il ministero della Casa era intervenuto e, già a giugno, le Nazioni Unite avevano chiesto alla Spagna di sospendere lo sfratto fino all’individuazione di una soluzione abitativa adeguata. Nessuna delle mediazioni ha impedito il quarto tentativo di sfratto: mercoledì Maricarmen è stata portata fuori dall’appartamento in barella e trasferita all’ospedale Gregorio Marañón.
Da quel momento il suo nome ha iniziato a comparire nelle piazze. Sabato le proteste sono state organizzate in circa 40 città spagnole sotto lo slogan “Ni una Maricarmen más”. La stessa 87enne, ancora in ospedale, ha diffuso un video invitando le persone a manifestare affinché quello che è successo a lei possa servire a “cambiare le leggi ingiuste”.
Proteste a Madird, la crisi degli affitti
Dietro il singolo sfratto c’è un mercato immobiliare sempre meno accessibile per una parte della popolazione. Secondo l’Instituto Nacional de Estadística, nel 2025 il 44,3% degli spagnoli tra i 26 e i 34 anni viveva ancora con i propri genitori. Quasi la metà di loro, il 47,3%, indicava come ragione principale l’impossibilità economica di comprare o affittare una casa. Tra chi aveva cercato un’abitazione senza riuscire a trasferirsi, quasi sette persone su dieci indicavano come ostacolo principale il prezzo troppo elevato.
Anche i dati sul mercato degli affitti mostrano una forte pressione. Il Barometro dell’Observatorio del Alquiler stimava nel secondo trimestre del 2026 un canone medio nazionale di 1.211 euro al mese, in aumento del 4,85% rispetto all’anno precedente, con una media di 143 potenziali interessati per ogni abitazione immessa sul mercato nei primi dieci giorni.
La Ley por el Derecho a la Vivienda, approvata nel 2023, permette alle amministrazioni competenti di dichiarare alcune aree “zone di mercato residenziale tensionato” e applicare specifiche limitazioni agli affitti. Ma la dichiarazione dipende dalle Comunità autonome e l’applicazione della legge è stata molto diversa da territorio a territorio.
La pressione sul governo Sánchez
Ora i manifestanti attendono la giornata di martedì 29 settembre, quando il Consiglio dei ministri potrebbe discutere nuove misure sulla casa. Il Sindicato de Inquilinas chiede che venga approvato quello che ha ribattezzato “decreto Maricarmen”.
Tra le richieste c’è una maggiore protezione alla scadenza dei contratti: secondo la proposta sostenuta dagli organizzatori della protesta, un proprietario dovrebbe avere una causa giustificata per non rinnovare l’affitto e, in caso contrario, indennizzare l’inquilino. Il movimento chiede inoltre interventi per limitare gli sfratti e fermare ulteriori aumenti dei canoni. La pressione non è diretta soltanto al PSOE di Pedro Sánchez, ma anche agli alleati e alle forze parlamentari da cui dipende la maggioranza.
La scelta di accamparsi a Puerta del Sol non è casuale: oltre a essere il cuore di Madrid e la piazza che ospita la sede del governo regionale, Sol è uno dei luoghi simbolo delle mobilitazioni sociali spagnole. Nel maggio del 2011 fu proprio qui che gli indignados del movimento 15-M montarono le tende, dando vita a un accampamento durato settimane. Quindici anni dopo, le tende sono tornate nella stessa piazza, questa volta per chiedere interventi contro la crisi abitativa.
