La Corte d’Appello di Milano ha ridotto da 10 a 8 anni di carcere la pena per Luca Lucci, ex capo della Curva Sud del Milan, nell’ambito del filone principale dell’inchiesta «Doppia curva». La decisione è arrivata il 13 ottobre attraverso un concordato, una forma di patteggiamento in secondo grado, che ha coinvolto anche altri imputati. Lucci è stato inoltre assolto dall’accusa di aver commissionato il tentato omicidio dell’ultrà Enzo Anghinelli, avvenuto nel 2019. L’indagine aveva portato agli arresti di diversi esponenti e membri delle curve di San Siro nel settembre 2024.
La pena concordata e l’assoluzione di Lucci per il tentato omicidio
La pena complessiva concordata per Lucci è di otto anni e comprende anche precedenti condanne definitive riunite in continuazione, relative a fatti legati alla droga. In primo grado l’ex capo ultrà era stato condannato a dieci anni per associazione per delinquere e per il coinvolgimento nel tentato omicidio di Anghinelli. In appello, invece, la terza sezione penale lo ha assolto da quest’ultima imputazione con la formula «per non aver commesso il fatto».
La richiesta complessiva nei suoi confronti era stata di 13 anni: agli otto concordati se ne sarebbero dovuti aggiungere cinque per l’accusa di essere il mandante dell’agguato. Su questo punto Lucci ha scelto di difendersi nel merito anche in secondo grado, proclamandosi innocente. L’accordo sulla pena residua è stato raggiunto tra i suoi legali, la sostituta procuratrice generale Simonetta Bellaviti e il pubblico ministero Paolo Storari.
Nei mesi scorsi Lucci era stato inoltre condannato a Milano a 18 anni e otto mesi di reclusione per narcotraffico.
Inchiesta doppia curva, otto anni anche per l’ex vice Daniele Cataldo
La Corte ha confermato attraverso il concordato anche la pena di otto anni per Daniele Cataldo, ex vice di Lucci. Nel suo caso, l’accordo comprendeva anche l’accusa di aver materialmente eseguito il tentato omicidio di Anghinelli, risalente a sette anni fa.
In un verbale depositato nel procedimento nei mesi scorsi, Cataldo aveva ammesso il proprio ruolo nel tentato omicidio, escludendo però di fatto che Lucci fosse il mandante. Aveva indicato come possibile responsabile un’altra persona, nel frattempo deceduta, e dichiarato di aver agito insieme a un complice del quale conosceva soltanto il soprannome.
Ridotta la pena per Giuseppe Caminiti
Per Giuseppe Caminiti, unico tra i nove imputati a non aver presentato un concordato, la condanna in secondo grado è scesa a quattro anni e due mesi. La riduzione è legata all’assoluzione da due capi di imputazione, tra cui quello relativo al concorso nell’associazione per delinquere.
Le condanne degli altri imputati nell’inchiesta Doppia curva
I giudici hanno ratificato anche gli accordi raggiunti dagli altri sei imputati. Per Alessandro Sticco, tuttora detenuto come Lucci, la pena concordata è di tre anni e dieci mesi, mentre Islam Hagag dovrà scontare due anni e dieci mesi.
Nel procedimento figuravano anche altri esponenti delle tifoserie milanesi e interiste. Tra questi Renato Bosetti, Fabiano Capuzzo, Luciano Romano e Matteo Norrito. Per gli imputati di fede nerazzurra era contestata anche l’aggravante mafiosa nell’ambito dell’associazione per delinquere. Le pene concordate per gli altri coinvolti si attestano intorno ai tre anni o sono di poco superiori.
«Siamo soddisfatti per l’assoluzione dal tentato omicidio», ha commentato l’avvocato Jacopo Cappetta, legale, tra gli altri, di Lucci.
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