Nuovi elementi sull’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico leader della Curva Nord dell’Inter ucciso a colpi di pistola a Milano nel 2022, emergono dalle dichiarazioni di Marco Ferdico, ex capo degli ultrà nerazzurri e da alcuni mesi collaboratore di giustizia. In diversi interrogatori iniziati a maggio, Ferdico ha raccontato agli investigatori di un possibile coinvolgimento iniziale di un altro componente del direttivo della Curva Nord, indicando il nome di Matteo Norrito, già arrestato e condannato nell’ambito del maxi blitz “Doppia curva”.
Il ruolo attribuito a Matteo Norrito nell’omicidio di Boiocchi
Le dichiarazioni di Ferdico sono state analizzate in un’informativa della Squadra mobile della Polizia e del Servizio centrale operativo depositata il 16 settembre nel processo per l’omicidio Boiocchi. Tra gli imputati figurano lo stesso Ferdico, il padre Gianfranco, Andrea Beretta, anche lui collaboratore di giustizia dalla fine del 2024, e due presunti esecutori materiali.
Gli investigatori descrivono Norrito, conosciuto con il soprannome di “Chuck”, come una figura di particolare rilievo perché avrebbe rappresentato un “anello di congiunzione” tra la Curva Nord interista e la Curva Sud milanista. La ragione sarebbe legata anche alla moglie di Norrito, indicata come “la ragioniera” di Luca Lucci, leader della curva rossonera attualmente detenuto.
L’incontro prima del ritiro della moto
Secondo quanto messo a verbale da Ferdico, una sera precedente all’acquisto della moto utilizzata nell’omicidio, lui, Beretta e Norrito si sarebbero incontrati a casa di quest’ultimo. Beretta, secondo il racconto, avrebbe chiesto in prestito a Norrito una moto spiegando che gli serviva per commettere un omicidio.
Norrito avrebbe rifiutato di consegnargli il mezzo, reagendo con stupore di fronte al progetto. Ferdico sostiene però che avrebbe successivamente accompagnato Beretta a Cambiago, dove quest’ultimo avrebbe ritirato la moto poi utilizzata per il delitto.
La proposta di non usare una pistola
Sempre secondo la ricostruzione di Ferdico, Norrito sarebbe venuto a conoscenza del piano e avrebbe persino suggerito un’alternativa all’omicidio con arma da fuoco. Avrebbe infatti detto, secondo quanto riportato negli atti, che Boiocchi aveva avuto un infarto pochi giorni prima e che sarebbe stato possibile aggredirlo a pugni provocandone la morte.
Ferdico ha però precisato agli investigatori di non ritenere che Norrito avesse preso parte direttamente al progetto. Il suo ruolo, nella versione fornita dal collaboratore, sarebbe consistito nell’essere venuto a conoscenza del piano e nell’aver espresso una propria idea sulle modalità dell’aggressione.
Gli elementi sull’incontro del 25 ottobre
L’informativa del 15 settembre evidenzia che Ferdico, nel corso dei suoi interrogatori, avrebbe fornito “dettagli in merito a diversi fatti delittuosi che lo hanno visto coinvolto”. Nell’atto depositato nel processo, tuttavia, gli investigatori hanno riportato soltanto gli elementi relativi all’omicidio Boiocchi.
Tra gli elementi già presenti negli atti viene indicato anche un presunto incontro del 25 ottobre 2022 tra Ferdico, Beretta e Norrito. Sempre secondo il racconto di Ferdico, sarebbe stato proprio Norrito ad accompagnare Beretta a Cambiago per recuperare la moto destinata al delitto.
Il comportamento di Norrito dopo l’omicidio
Ferdico sostiene inoltre che, dopo la morte di Boiocchi, Norrito gli avrebbe manifestato la volontà di interrompere i rapporti con il gruppo, dicendo di non voler più avere a che fare con loro e di non voler sapere nulla della vicenda.
Il collaboratore ha collegato questo atteggiamento anche alla precedente morte di Bellocco, sostenendo che Norrito avrebbe avuto una tendenza a prendere le distanze dalle situazioni più rischiose per poi cercare nuovamente un ruolo quando la situazione si fosse calmata.
Anche Gianfranco Ferdico parla di Norrito
Sul presunto coinvolgimento di Norrito avrebbe parlato anche Gianfranco Ferdico, padre di Marco e anch’egli collaboratore di giustizia. La sua versione si aggiunge quindi alle dichiarazioni del figlio raccolte negli atti dell’inchiesta. Di segno diverso è invece quanto riferito da Andrea Beretta, che ha negato che Norrito sia mai entrato nelle dinamiche legate all’omicidio Boiocchi.
Le altre dichiarazioni di Beretta
Negli atti vengono riportati anche ulteriori elementi forniti dallo stesso Beretta. L’ex capo ultrà avrebbe dichiarato di aver avuto un ruolo di mandante nell’omicidio e di aver rivelato il progetto del delitto ad altre due persone, indicate come Giuseppe Idà e Vincenzo Monardo.
Per comunicare con Idà, secondo quanto dichiarato da Beretta, sarebbe stato utilizzato anche il suo telefono criptato. Nell’informativa viene inoltre citato il contributo di Mauro Nepi, anche lui sotto processo, che sarebbe stato indicato come mandante insieme a Beretta.
I riferimenti a Simoncini
Gli atti contengono infine elementi sulla presunta appartenenza di Simoncini, indicato come uno degli esecutori materiali dell’omicidio, alla ‘ndrangheta. Gli investigatori riportano anche il suo presunto coinvolgimento in un omicidio avvenuto in Calabria nel 2013. Le nuove dichiarazioni di Ferdico e gli altri elementi raccolti nell’informativa sono ora al vaglio nell’ambito del processo sull’omicidio di Boiocchi.
