La ricercatrice Margaret Hamilton è morta all’età di 90 anni. Il suo codice permise agli astronauti del programma Apollo della Nasa di raggiungere la Luna e vincere la corsa allo spazio del XX secolo. A comunicarne la scomparsa è stato il Massachusetts Institute of Technology (Mit), dove lavorò dal 1959 alla metà degli anni ’70.
Considerata una delle fondatrici dell’ingegneria del software, Hamilton diresse la Divisione di Ingegneria del Software del Laboratorio di Strumentazione dell’istituto. La divisione ottenne un contratto con la Nasa nel 1961: la ricercatrice guidò un gruppo di 100 ingegneri che progettò i programmi informatici destinati a guidare le missioni Apollo.
Dagli studi in matematica all’incarico al Mit
Margaret Hamilton nacque a Paoli, nell’Indiana, nel 1936. Studiò all’Università del Michigan prima di laurearsi in matematica all’Earlham College, sempre nell’Indiana. Accettò poi un incarico al Mit mentre il marito studiava legge ad Harvard.
«Dire che Margaret Hamilton è stata una pioniera, che era in anticipo sui tempi, sarebbe un eufemismo clamoroso», ha affermato Olivier de Weck, professore del programma Apollo e direttore ad interim del Dipartimento di Aeronautica e Astronautica del Mit.
Il software intervenne prima dell’allunaggio
La Nasa ha ricordato un episodio della missione Apollo 11 del 1969 per illustrare il contributo del lavoro di Hamilton. Il programma informatico annullò un tentativo errato di trasferire l’elaborazione principale del computer di bordo a un sistema radar.
L’intervento avvenne appena tre minuti prima del primo allunaggio in assoluto e «ha permesso alla missione di proseguire in sicurezza», ha dichiarato la Nasa.
