Nancy Grace Roman Space Telescope della NASA è stato lanciato con un razzo SpaceX Falcon Heavy alle 7:26 del mattino, ora della costa orientale degli Stati Uniti, dal Kennedy Space Center in Florida e ha raggiunto l’orbita circa dieci minuti dopo. Il telescopio, progettato per osservare oggetti deboli e altrimenti invisibili, è destinato a completare le mappe cosmiche esistenti e a fornire strumenti per cercare esopianeti e corpi erranti.
Obiettivi scientifici della Nasa e strumenti principali
Il progetto Nasa punta a misurare la distribuzione della materia e a studiare forze che ancora sfuggono alla spiegazione, come l’energia oscura e la materia oscura. Il telescopio utilizza uno strumento a campo largo che offrirà un campo visivo oltre cento volte più ampio di quello dell’Hubble, consentendo survey ripetute di vaste porzioni di cielo. Durante la missione di cinque anni si prevede la scoperta di miliardi di galassie, migliaia di supernove e decine di miliardi di stelle, con la possibilità di individuare anche esolune e pianeti vaganti.
Oltre allo strumento a campo largo, Roman porta a bordo un coronografo in dimostrazione tecnologica: uno strumento sperimentale pensato per bloccare la luce stellare e rivelare pianeti deboli in orbita attorno ad altre stelle. Il coronografo del telescopio è concepito per correggere in tempo reale vibrazioni e fluttuazioni tramite specchi che modificano la propria forma, aumentando la precisione di osservazione rispetto a strumenti precedenti. Se il coronografo funzionerà come previsto, potrà indicare la strada per futuri osservatori capaci di studiare direttamente la luce riflessa da pianeti giganti e, forse, dettagli atmosferici come nuvole.
Tempistica, dati e accesso alla comunità scientifica
Dopo il lancio, il telescopio impiegherà circa tre mesi per raggiungere la posizione orbitale prevista a circa 1 milione di miglia dalla Terra, il punto di Lagrange noto come L2, dove è già operativo un altro osservatorio spaziale. La fase di commissioning servirà a testare gli strumenti in orbita e a dispiegare l’antenna che trasferirà grandi volumi di dati verso Terra.
Si stima che il veicolo trasmetterà circa un terabyte al giorno una volta pienamente operativo: dati che saranno resi pubblici non appena processati, offrendo a ricercatori di tutto il mondo la possibilità di analizzare survey ampie e ripetute. Le prime immagini scientifiche sono attese per gennaio, e gli scienziati sottolineano che, proprio perché la missione è concepita come una “macchina di scoperta”, sono probabili ritrovamenti inattesi oltre le ricerche programmate.
Il telescopio ha richiesto oltre un decennio di sviluppo e un investimento stimato in 4,3 miliardi di dollari. Ricercatori e tecnologi citati durante le presentazioni prima del lancio hanno osservato che la combinazione di campo molto ampio, sensibilità e accesso pubblico ai dati potrebbe trasformare la capacità della comunità scientifica di trovare oggetti rari e deboli in grandi numeri. In questo senso, Roman è pensato per integrare e completare le osservazioni di altri grandi telescopi spaziali, offrendo un quadro più completo del cosmo.
