Il 41% degli italiani giudica positivamente la proposta di riforma della legge elettorale dopo averne letto le principali misure: è il risultato del sondaggio di Youtrend per Sky TG24, condotto tra il 5 e il 6 ottobre 2026. Il giudizio è negativo per il 37%, mentre il 22% non si esprime.
La conoscenza dei contenuti della riforma elettorale resta limitata: il 24% dichiara di conoscerli bene, diviso tra il 5% che risponde «molto» e il 19% «abbastanza». Il 44% li conosce poco e il 32% affatto, o quasi.
Riforma elettorale nel sondaggio Youtrend, il voto fuori sede ottiene più consenso
La possibilità per studenti e lavoratori fuori sede di votare nel comune in cui vivono è la misura più apprezzata, con l’83% di giudizi positivi e un consenso trasversale a tutti gli elettorati.
L’introduzione delle preferenze fino a tre candidati ottiene il 62% di valutazioni positive e il 17% di negative. L’obbligo per le coalizioni di indicare il candidato presidente del Consiglio raccoglie, rispettivamente, il 62% e il 22%. L’aumento delle firme richieste ai partiti non rappresentati in Parlamento è approvato dal 43% e respinto dal 33%.
Sul premio di maggioranza prevalgono i contrari, al 39%, rispetto al 34% di favorevoli. L’abolizione dei collegi uninominali lascia senza un’opinione metà del campione: il 50% non si esprime, il 30% dà un giudizio positivo e il 20% negativo. I capilista bloccati sono la misura meno gradita, con il 56% di valutazioni negative e il 26% di positive.
Le divisioni tra gli elettorati e la data delle politiche
Il giudizio complessivo sulla proposta cambia nettamente secondo l’elettorato: nel Campo Largo le valutazioni negative raggiungono il 62%; nel centrodestra si fermano al 9%, a fronte dell’81% di positive.
Quanto agli effetti politici, il 55% ritiene che la riforma non avvantaggi nessuno dei due schieramenti, il 20% che favorisca il centrodestra e il 5% il centrosinistra. Solo il 25% pensa che i prossimi governi sarebbero più stabili, il 9% meno stabili e il 50% non si aspetta cambiamenti rispetto a oggi.
Per le prossime elezioni politiche, il 34% preferisce la scadenza naturale della legislatura, nell’autunno del 2027. Il 27% sceglierebbe la primavera del 2027 e il 25% vorrebbe votare il prima possibile: complessivamente, il 52% è favorevole al voto anticipato. Il 14% non si esprime.
Nel centrodestra il 67% sceglie la scadenza naturale; nel Campo Largo il 68% vorrebbe anticipare. Fra gli elettori di Futuro Nazionale il 67% preferisce anticipare il voto, un dato riferito però a una base campionaria ridotta.
Nella scelta del partito, il programma è la cosa più importante o una delle più importanti per l’88%, con il 52% che lo considera prioritario in assoluto. Seguono l’assenza di alleanze con forze sgradite, al 73%, il sostegno a un candidato premier gradito, al 67%, e la presenza di un candidato cui dare la preferenza, al 66%. La possibilità di appartenere alla coalizione vincente pesa per il 45%, quella di essere il primo partito per il 40%.
Il giudizio sul governo e le intenzioni di voto
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni riceve il 35% di giudizi positivi e il 61% di negativi, entrambi in aumento di 2 punti rispetto al 24 settembre. Chi non si esprime scende al 4%, perdendo 4 punti. Il saldo resta negativo di 26 punti: il calo degli indecisi si distribuisce uniformemente fra i due fronti.
Nelle intenzioni di voto, Fratelli d’Italia sale al 27%, guadagnando 0,5 punti rispetto alla precedente rilevazione. Il Partito Democratico scende al 20,4%, con una perdita di 0,7 punti: il distacco si allarga a 6,6 punti, aumentando di 1,2. Il Movimento 5 Stelle raggiunge il 13,5% (+0,3).
Futuro Nazionale si conferma quarta forza al 7,8% (-0,3), davanti a Forza Italia al 7,4% (+0,1). Il partito di Roberto Vannacci era a circa il 4% a febbraio e all’8,1% a fine settembre.
Alleanza Verdi-Sinistra è al 5,8% (-0,1), la Lega al 4,8% (-0,3), Azione al 3,3% (-0,1) e Italia Viva al 2,5% (+0,3). Seguono +Europa all’1,5% (-0,1), Ora! all’1,2% (+0,1), il Partito Liberaldemocratico stabile all’1,1% e Noi Moderati invariato all’1,0%. Gli astenuti e indecisi salgono al 35,1% (+1,0).
Il blocco di governo, formato da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati, totalizza il 40,2%, che diventa il 48% sommando Futuro Nazionale. L’area giallorossa, composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, raggiunge il 39,7%; includendo Italia Viva e +Europa sale al 43,7%, sopra il blocco di governo ma sotto l’insieme di centrodestra e Futuro Nazionale.
Il campione e il margine d’errore
La rilevazione è stata svolta con metodologia CAWI su 805 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, selezionati per quote incrociate di genere ed età, stratificate per titolo di studio e ripartizione ISTAT di residenza. Il margine d’errore è del ±3,5%, con un intervallo di confidenza del 95%.
