La Camera affronta oggi la terza fiducia sulla riforma della legge elettorale, relativa all’articolo 3, che interviene sulla configurazione territoriale dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Le dichiarazioni di voto sono iniziate questa mattina alle 9, mentre la chiama dei deputati per appello nominale è prevista non prima delle 10.50. Il governo ha già incassato ieri la fiducia sui primi due articoli del testo, entrambi approvati con voto palese.
La maggioranza arriva compatta all’ultima fase dell’esame a Montecitorio. Le opposizioni continuano invece a contestare il ricorso alla fiducia, parlando di uno “schiaffo al Parlamento”, di “forzature” e di una “mancanza di confronto”. In caso di approvazione definitiva, diversi gruppi di opposizione hanno già annunciato l’intenzione di valutare ricorsi alla Corte costituzionale.
La terza fiducia e il voto sull’articolo 8
Dopo il voto di fiducia sull’articolo 3, il calendario della Camera prevede entro le 13.30 le dichiarazioni di voto e la votazione sull’articolo 8, che estende ai caregiver la possibilità di votare fuori sede.
L’esame degli ordini del giorno inizierà invece alle 16.15, dopo le interrogazioni a risposta immediata, e dovrebbe proseguire fino alle 20, con la possibilità di una seduta notturna. Gli ordini del giorno presentati sono complessivamente 41, sette dei quali di Futuro Nazionale.
Il voto finale sulla riforma è previsto per giovedì 8 ottobre. Le dichiarazioni di voto cominceranno alle 10.30, mentre alle 12.30 è previsto il voto a scrutinio segreto sul provvedimento nel suo complesso.
I primi due sì
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, aveva posto la fiducia su tre dei quattro articoli modificati dal Senato. Proprio le modifiche introdotte a Palazzo Madama hanno reso necessario un nuovo passaggio alla Camera sulle parti del testo cambiate.
Le prime due votazioni si sono svolte ieri, 6 ottobre. L’articolo 1 ha ottenuto 226 voti favorevoli, mentre sull’articolo 2 i sì alla fiducia sono stati 227. I due articoli intervengono rispettivamente sulle modifiche approvate dal Senato in materia di firme e preferenze per la Camera.
La protesta delle opposizioni per la legge elettorale
Le assenze tra i deputati del centrodestra sono state limitate e, secondo la maggioranza, giustificate. Il fronte di governo guarda quindi con fiducia al voto finale di domani. Le opposizioni, pur mettendo in conto la possibile approvazione della riforma, continuano a chiedere al centrodestra di cambiare posizione e preparano già il confronto sul piano costituzionale.
