alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming
alanews | News, Ultime notizie, Video e Foto in tempo reale
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Francia, scontri e lacrimogeni contro gli studenti in protesta nelle piazze a Lione, Marsiglia e Strasburgo

Scontri e lacrimogeni a Lione e Marsiglia, dove cortei non autorizzati hanno sfidato la polizia per la terza giornata di mobilitazione.

Facebook YouTube X (Twitter) Instagram WhatsApp TikTok
Google Discover Segui alanews su Google
Segui le notizie di alanews: aggiungici come fonte preferita su Google.
Studenti francesi in protesta accendono fumogeni rossi durante manifestazione

X@aijesinfo

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

Le proteste dei liceali in Francia non si fermano. Dopo settimane di blocchi, cortei e mobilitazioni, martedì 6 ottobre decine di migliaia di studenti sono tornati in piazza in diverse città della Francia, da Parigi a Marsiglia, passando per Rennes, Clermont-Ferrand e altre località. Il movimento, nato a settembre soprattutto nelle periferie parigine, si è progressivamente esteso al resto del Paese e ha coinvolto anche studenti universitari, insegnanti e sindacati.

Le proteste continuano: possibile un nuovo “atto 4”

La mobilitazione non si è conclusa con i cortei del 6 ottobre. Le organizzazioni liceali e universitarie hanno invitato gli studenti a proseguire le azioni e alcune sigle stanno già discutendo una nuova giornata nazionale di protesta per giovedì 8 ottobre. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno, martedì sono scese in piazza 266mila persone in tutta la Francia, di cui 56mila a Parigi. Gli organizzatori parlano invece di 450mila manifestanti a livello nazionale e 100mila nella capitale. Nel corso della giornata sono state fermate 488 persone e 43 agenti sono rimasti feriti.

Da mercoledì 7 ottobre, infatti, tutti i licei francesi dovranno dedicare una mezza giornata al confronto con gli studenti, durante la quale ragazzi e ragazze potranno esprimere richieste e difficoltà. Il ministero dell’Istruzione ha inoltre aperto una consultazione nazionale che resterà attiva fino al 23 ottobre.

Dopo i cortei, Emmanuel Macron ha convocato all’Eliseo il primo ministro Sébastien Lecornu e i ministri dell’Interno Laurent Nuñez e dell’Istruzione Édouard Geffray. Intanto, martedì le lezioni sono state sospese totalmente o parzialmente in 891 licei sui circa 3.700 presenti nel Paese.

Perché protestano i liceali in Francia

Dietro i blocchi ci sono richieste diverse, ma che hanno un punto comune: le condizioni in cui studiano i giovani e la paura per il proprio futuro.

Tra le rivendicazioni ci sono il miglioramento degli edifici scolastici, più personale, il problema delle classi troppo numerose, la sostituzione degli insegnanti assenti e una maggiore attenzione alla salute degli studenti. A queste si aggiungono le critiche al sistema di orientamento e a Parcoursup, la piattaforma attraverso cui vengono gestite le candidature all’istruzione superiore.

A raccontarlo sono gli stessi studenti incontrati da Le Monde davanti ai licei. Alcuni denunciano la mancanza di personale sanitario, altri le condizioni degli edifici e dei servizi igienici, altri ancora il numero di studenti nelle classi. A Marsiglia, due ragazze di 16 anni alla loro prima mobilitazione hanno spiegato di chiedere classi meno numerose, ambienti più adeguati e un cambiamento nel funzionamento dell’istruzione.

Il movimento non ha quindi una sola rivendicazione. Le richieste sono diverse, ma convergono nella sensazione di una generazione che non si sente ascoltata.

È anche per questo che il movimento sta cercando di costruire un fronte comune con gli universitari. Lunedì 5 ottobre è stata presentata una piattaforma condivisa intitolata Les revendications de la jeunesse, dix mesures d’urgence, pensata come base di confronto con il governo in vista della legge di bilancio per il 2027.

Da Parigi a Marsiglia, la protesta si allarga

A Marsiglia studenti, liceali, genitori, insegnanti e rappresentanti sindacali hanno iniziato a riunirsi già dalla mattina sulla Canebière. La CGT e alcuni sindacati della scuola hanno partecipato alla mobilitazione, mentre l’Università di Aix-Marseille ha chiuso tutti i suoi siti per la giornata.

A Parigi, invece, il movimento arriva dopo giorni di tensione intorno ai licei della capitale. Il dispositivo delle forze dell’ordine è stato rafforzato in vista dei cortei, dopo gli incidenti e i numerosi feriti registrati nelle giornate precedenti.

E proprio il rapporto con la polizia è diventato uno degli aspetti più delicati della mobilitazione.

215 studenti feriti e dieci indagini dell’IGPN

Secondo i dati riportati da Le Monde, 215 studenti risultavano feriti dall’inizio della mobilitazione, mentre il ministero dell’Interno aveva confermato l’apertura di dieci indagini dell’IGPN, l’Ispettorato generale della polizia nazionale, su episodi avvenuti durante le proteste.

Tra gli episodi più gravi ci sono quello di un quindicenne di Lens che ha perso una mano dopo l’esplosione di una granata della polizia e quello di un ragazzo di 14 anni a Saint-Ouen-l’Aumône, rimasto con una doppia frattura alla mandibola dopo essere stato colpito da una granata lacrimogena. A Tours, invece, un sedicenne ha perso la vista da un occhio dopo essere stato colpito, secondo quanto riportato, da un proiettile di gomma.

La situazione ha spinto la Ligue des droits de l’homme a denunciare una “dérive globale” nella risposta delle autorità e a chiedere una riduzione della tensione. Anche Amnesty International ha invocato una “désescalade”. Le organizzazioni firmatarie hanno inoltre annunciato l’intenzione di rivolgersi al Défenseur des droits e a rapporteurs speciali delle Nazioni Unite.

Ma gli episodi di violenza non riguardano soltanto le forze dell’ordine. Durante le proteste si sono verificati anche scontri, danneggiamenti e aggressioni contro agenti, rendendo sempre più difficile mantenere separati il diritto alla manifestazione e gli episodi di violenza che si sono verificati ai margini dei cortei.

Il governo cerca una risposta mentre la protesta cresce

La mobilitazione arriva in un momento particolarmente delicato per il governo francese. Nelle ultime settimane l’esecutivo ha cercato di rispondere ad alcune delle richieste degli studenti, ma le misure adottate non hanno fermato la protesta.

Tra i provvedimenti c’è stato anche il rapido ritiro della decisione di introdurre nuove tasse per gli studenti non borsisti che intendessero iscriversi ad alcuni percorsi BTS e alle classi preparatorie: la misura era stata annunciata il primo ottobre e ritirata circa dodici ore dopo. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha inoltre presentato una tabella di marcia per affrontare alcune delle richieste, mentre il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha incontrato rappresentanti degli studenti.

Per ora, però, le risposte non sembrano aver fermato la mobilitazione.

La protesta francese racconta così qualcosa che va oltre i singoli blocchi dei licei: una generazione che porta nelle strade problemi molto concreti, dalla scuola alle prospettive per il futuro, e che chiede di essere ascoltata.

E mentre gli studenti provano a trasformare le proteste spontanee in una piattaforma comune di rivendicazioni, la questione della risposta delle forze dell’ordine rischia di diventare un secondo fronte della mobilitazione. La giornata del 6 ottobre potrebbe quindi segnare non la conclusione, ma un nuovo passaggio di una protesta che continua ad allargarsi.

Lanciati dei lacrimogeni

Secondo quanto riferiscono i media francesi, tra cui Le Parisien, alcuni petardi sono stati lanciati verso gli agenti schierati nella piazza. La polizia ha risposto utilizzando gas lacrimogeni. Un video pubblicato sul sito di Le Parisien mostra inoltre alcuni uomini vestiti di nero e con il volto coperto mentre lanciano oggetti e fumogeni contro il cordone delle forze dell’ordine. Alcuni dei manifestanti coinvolti negli scontri indossano anche elmetti e caschi.

Proteste studentesche in Francia, 266mila persone in piazza secondo il ministero

Sono almeno 266mila le persone scese in piazza in Francia nell’ambito del cosiddetto “atto 3” della mobilitazione studentesca. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, 56mila manifestanti hanno partecipato al corteo a Parigi.

Il numero fornito dalle organizzazioni sindacali è invece più alto: secondo la loro stima, i partecipanti alle manifestazioni in tutto il Paese sono stati 450mila, di cui 100mila nella capitale.

Un totale di 488 persone sono state fermate oggi durante la terza giornata di mobilitazione degli studenti dei licei in Francia e 43 agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti. Lo hanno reso noto i servizi del ministero dell’Interno. Dal 28 settembre, inizio delle proteste, il ministero ricorda che i fermi sono stati 6.547.

Articoli correlati

elenco di 4 articoli
  • articolo 1 di 4
    7 ottobre, tre anni dopo: Israele commemora le vittime, Gaza continua a contare i morti
  • articolo 2 di 4
    Tennessee, Christa Pike sopravvive all’iniezione letale: è cosciente e riesce a parlare
  • articolo 3 di 4
    Auto sulla folla a Modena, El Koudri ha cercato di togliersi la vita in carcere
  • articolo 4 di 4
    Caso Garlasco, Andrea Sempio: “Oggi io non sto vivendo”
fine elenco

Articoli recenti

  • Eva Marie Saint, morta a 102 anni l’attrice che vinse l’Oscar al suo primo film
  • Germania, arrestato per spionaggio l’ex capo dei servizi segreti August Hanning
  • 7 ottobre, tre anni dopo: Israele commemora le vittime, Gaza continua a contare i morti
  • Houthi, missili contro l’aeroporto di Aden: attacco anche verso Riyadh
  • Francia, scontri e lacrimogeni contro gli studenti in protesta nelle piazze a Lione, Marsiglia e Strasburgo
No Result
Vedi tutti i risultati
  • Politica
  • Cronaca

Chi siamo

  • Chi siamo
  • La Redazione
  • Codice etico
  • Termini e condizioni
  • Avviso normativo UE/SEE
  • Informativa sulla privacy
  • Privacy e Cookie
  • Codice Etico alanews su utilizzo AI
  • Come funziona alanews Checked
  • Preferenze sui cookie
  • Dichiarazione di accessibilità
  • Mappa del sito
  • Lavora con noi
  • Esteri
  • Economia

Contatti

  • Contattaci
  • Assistenza account utente
  • Pubblicità
  • Rimani connesso
  • Newsletter
  • Trova il canale
  • Palinsesto TV
  • Podcast
  • Segnala una notizia
  • Contenuti sponsorizzati
  • Salute
  • Spettacoli

I nostri canali

  • NewzGen
  • AlaTV
  • SaluteWeb
  • OkViaggi
  • VinaMundi
  • CryptoHack
  • Tecnologia
  • Video

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions – Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Salute
  • Spettacoli
  • Sport
    • Calcio
  • Tecnologia
  • Video
  • Categorie
    • Cultura
    • Ambiente
    • Motori
    • Lifestyle
    • Scienze
    • Gossip
    • Gaming