Il Tar di Milano ha respinto i cinque ricorsi contro la vendita dello stadio di San Siro e delle aree circostanti da parte del Comune a Inter e Milan, riunendo i procedimenti in un’unica sentenza. Le impugnazioni, presentate da associazioni e cittadini e depositate nel corso degli anni, sono state esaminate nel merito: il tribunale amministrativo ha respinto tutti i motivi di ricorso.
Il Tar respinge i cinque ricorsi sulla vendita di San Siro
I vari ricorsi sono stati riuniti in un’unica udienza che si è svolta lo scorso 23 giugno: in particolare, quattro sono stati dichiarati inammissibili per ragioni di carattere processuale, mentre uno è stato respinto nel merito.
Con questa pronuncia, il progetto dei due club può proseguire nelle sue linee principali: la costruzione del nuovo stadio e il conseguente abbattimento del Meazza. Il dossier economico depositato a Palazzo Marino quantifica un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro a fronte di un valore finale stimato in circa 2,565 miliardi, con una plusvalenza attesa di circa 265 milioni, pari a un margine dell’11,5%. Il ricorso più vecchio risale al 2022.
Il perimetro dell’intervento urbano
Le superfici previste restituiscono la portata dell’operazione: i nuovi edifici occuperanno complessivamente circa 162mila metri quadrati. Meno della metà sarà destinata direttamente all’arena. Lo stadio, infatti, rappresenterà circa 64mila metri quadrati, pari al 39% del totale. Gli altri 98mila, equivalenti al 61%, saranno dedicati a funzioni differenti: hotel, uffici, spazi commerciali e servizi.
La scelta è esplicita: non sono previste residenze e la componente extra-stadio diventa il volano per attivare l’area oltre i novanta minuti della partita. L’obiettivo è costruire un “quartiere dello sport” capace di attrarre pubblico, aziende e visitatori durante tutto l’anno. Il valore attribuito a queste attività è significativo: gli immobili commerciali, direzionali e ricettivi sono stimati complessivamente in circa 418 milioni di euro. È un cambio di paradigma rispetto ai vecchi impianti, impostato per diversificare i flussi di ricavo al di là del calendario sportivo.
I costi tra cantieri, demolizioni e finanza
La ripartizione dell’investimento chiarisce dove finiranno i 2,3 miliardi. La costruzione dell’arena e del relativo basamento dovrebbe assorbire circa 708 milioni di euro. Altri 121 milioni sono destinati a parcheggi e strutture sotterranee, mentre circa 172 milioni serviranno per realizzare gli edifici commerciali e ricettivi previsti nell’area.
Una voce particolarmente pesante riguarda la trasformazione dell’attuale complesso: sono indicati 115 milioni di euro per demolizioni e smaltimenti, con il vecchio Giuseppe Meazza al centro della maggior parte degli interventi. Ancora più rilevante è però il costo finanziario dell’operazione: tra interessi, finanziamenti e garanzie necessarie a sostenere i cantieri, il piano prevede quasi 382 milioni di euro. Da sola, questa componente rappresenta circa il 17% dell’intero investimento, un peso che misura l’importanza della struttura di funding quanto quella del cantiere.
La valutazione del nuovo impianto dopo i ricorsi su San Siro
Il perno economico del progetto resta la stima del valore del nuovo stadio. Secondo il piano, nel 2032 l’impianto dovrebbe valere 2 miliardi e 149 milioni di euro. La documentazione la traduce anche in forma sintetica: una valutazione di 2,15 miliardi. Non si tratta dell’incasso previsto in un anno, né della cifra attesa da una eventuale cessione dell’impianto; è il valore economico teorico dell’asset, utile a determinare quanto varrà l’intera trasformazione una volta conclusa.
Da quella cifra dipende una quota importante della plusvalenza finale stimata in circa 265 milioni e del margine dell’11,5%. Proprio qui si concentra una delle principali incognite: il materiale disponibile non chiarisce nel dettaglio il metodo con cui è stata ottenuta la valutazione, né la ripartizione tra attese di ricavi futuri, valore immobiliare o altri parametri finanziari. La sostenibilità complessiva, dunque, poggia in misura decisiva sulla tenuta della stima di valore attribuita al nuovo impianto.
Con il via libera del Tar di Milano, Inter e Milan possono procedere lungo la traiettoria già definita: un’arena da 64mila metri quadrati, un comparto extra-stadio da 98mila, un investimento complessivo di 2,3 miliardi e un traguardo di valore di 2,565 miliardi. Il passaggio successivo è legato all’attuazione operativa del piano, con un cronoprogramma che dovrà coordinare cantieri, demolizioni e apertura delle nuove funzioni urbane.
