La protesta degli studenti francesi potrebbe allargarsi ulteriormente proprio mentre si avvicina una nuova giornata di mobilitazione. Il ministro dell’Istruzione superiore Philippe Baptiste ha espresso preoccupazione per una possibile estensione della protesta a livello nazionale, alla vigilia dell'”atto 3″ annunciato per martedì. Intanto, già oggi centinaia di licei hanno sospeso le lezioni per motivi di sicurezza.
Baptiste teme un’escalation nazionale delle proteste degli studenti
Intervistato da Sud-Radio, Baptiste ha ammesso di temere che le proteste di liceali e studenti possano raggiungere dimensioni nazionali. “Sì, lo temo, ovviamente”, ha risposto il ministro alla domanda sulla possibilità di un’ulteriore escalation, a un giorno dalla nuova mobilitazione. La protesta arriva dopo le manifestazioni della scorsa settimana, alcune delle quali sono sfociate in episodi di caos e violenza in diverse zone della Francia.
Lezioni sospese in centinaia di licei
La situazione ha già avuto conseguenze sulle attività scolastiche. Secondo quanto riferito ieri dal ministro dell’Istruzione Edouard Geffray, in circa 400-500 licei le lezioni risultano oggi sospese totalmente o parzialmente per ragioni legate alla sicurezza.
Nell’Ile-de-France, la regione che comprende Parigi e che concentra quasi il 20% della popolazione francese, la situazione è particolarmente significativa. La governatrice Valérie Pécresse ha riferito che un terzo delle scuole della regione, pari a circa 160 istituti, è rimasto chiuso.
Gli studenti chiedono più risorse per la scuola
La nuova mobilitazione arriva a sette mesi dalle elezioni presidenziali e mentre il Parlamento francese si prepara a esaminare la legge finanziaria per il 2027. Al centro delle richieste degli studenti ci sono maggiori risorse destinate al sistema scolastico.
I manifestanti denunciano in particolare le condizioni considerate obsolete di numerosi edifici scolastici, il sovraffollamento delle classi e la difficoltà nel sostituire il personale assente. Quest’ultimo problema viene segnalato soprattutto nelle periferie del Paese.
Nel mirino anche Parcoursup
Tra le questioni contestate dagli studenti c’è inoltre Parcoursup, il sistema utilizzato per l’accesso all’istruzione superiore. La riforma viene criticata dai manifestanti per il ruolo attribuito agli algoritmi nelle procedure che incidono sul percorso degli studenti. Dopo le mobilitazioni dei giorni scorsi, l’attenzione è ora rivolta all'”atto 3″ della protesta previsto per domani, mentre le autorità temono che la partecipazione possa estendersi ulteriormente a livello nazionale.
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