L’Iran avrebbe avuto un ruolo nel presunto piano contro la base britannica di RAF Fairford nel fine settimana. È la valutazione del primo ministro britannico Andy Burnham, che ha però sottolineato come l’indagine sia ancora in corso e presenti diversi elementi da chiarire.
La base di RAF Fairford ospita le forze statunitensi. Il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva affermato martedì che il sospetto piano terroristico “coinvolgeva chiaramente un attore straniero”, dopo che il presidente Donald Trump aveva indicato che i sospettati “potrebbero essere” collegati all’Iran.
“Ci sono forti indizi che l’Iran abbia avuto un ruolo in quanto accaduto nel fine settimana a RAF Fairford, ma naturalmente resta un’indagine della polizia in corso, complessa e seria”, ha dichiarato Burnham. “Diremo di più a tempo debito, ma possiamo confermare la nostra convinzione di ritenere che l’Iran abbia avuto un ruolo”. Il premier non ha fornito ulteriori dettagli.
Burnham: “Lavoriamo a stretto contatto con gli Stati Uniti”
“Naturalmente stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri colleghi degli Stati Uniti d’America. Si tratta di un caso ancora in corso”, ha precisato Burnham. Il premier ha inoltre respinto le obiezioni avanzate da Trump sul rilascio su cauzione dei cinque sospettati.
“Abbiamo parlato con i nostri omologhi negli Stati Uniti per tutta la settimana per spiegare cosa sta succedendo qui e come vengono fatte le cose. Ho piena fiducia nel modo in cui i servizi di sicurezza britannici stanno gestendo la vicenda”, ha detto Burnham a Sky News.
Il premier ha escluso, almeno per il momento, la necessità di riconvocare il Parlamento, attualmente in pausa per la stagione dei congressi di partito. “Al momento non c’è un’esigenza urgente per farlo, ma se dovesse presentarsi, naturalmente non esiterei”, ha affermato.
Nessun esplosivo trovato nei furgoni
Restano intanto diversi punti da chiarire sulla vicenda. Secondo quanto rivelato dal Times, uno dei sospettati arrestati per quello che inizialmente era stato indicato come un presunto complotto terroristico avrebbe chiamato la polizia nelle prime ore di domenica mattina.
Inoltre, nei furgoni fermati nei pressi della base di RAF Fairford non sarebbero stati trovati ordigni esplosivi. Elementi che hanno alimentato diverse ipotesi sulla natura di quanto accaduto.
Il Telegraph, citando un ex agente dell’antiterrorismo, ha avanzato l’ipotesi che possa essersi trattato di una “ricognizione ostile”, cioè di una possibile prova in vista di un successivo attacco. Si tratta tuttavia di un’ipotesi riportata dal quotidiano e non di una conclusione delle autorità britanniche. Le indagini restano in corso.
