Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha annunciato la richiesta di risarcimento dello Stato italiano dopo la sentenza della Corte d’Assise di Roma del 28 settembre sul caso di Giulio Regeni. La domanda sarà presentata dopo il deposito del verdetto. Resta aperta la questione dell’esecuzione delle condanne, pronunciate al termine di un processo celebrato in assenza degli imputati.
“Quando la sentenza verrà depositata, lo Stato chiederà il risarcimento”, ha dichiarato Foti durante un’intervista a Tagadà, su La7. Il ministro ha sottolineato che la possibilità di ottenere il risarcimento deriva dalla scelta dell’Italia di costituirsi parte civile nel processo.
Il caso Regeni e le tre condanne per sequestro aggravato
Il verdetto sul caso Regeni è arrivato oltre dieci anni dopo la morte del ricercatore italiano. La Corte d’Assise di Roma ha condannato a dieci anni di reclusione tre appartenenti agli apparati di sicurezza egiziani: Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim. La responsabilità riconosciuta riguarda il sequestro aggravato. Il generale Tariq Sabir è stato invece assolto.
La decisione non ha accolto integralmente l’impianto accusatorio: non è stata riconosciuta la responsabilità per l’omicidio contestata a Sharif. Giulio Regeni era scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016. Il suo corpo era stato ritrovato nove giorni dopo, con evidenti segni di torture e violenze.
Gli imputati non sono mai comparsi davanti alla giustizia italiana. La concreta esecuzione delle pene dipenderà anche dalla reperibilità dei condannati e dalla cooperazione internazionale. La sentenza è di primo grado: oltre al deposito delle motivazioni, rimangono da affrontare gli eventuali successivi gradi di giudizio.
La posizione di Foti e il confronto sui rapporti con l’Egitto
Foti ha rivendicato la presenza delle istituzioni durante il percorso giudiziario: “Lo Stato, il governo italiano c’è stato, c’è stata la magistratura. Abbiamo ribadito e affermato il principio di legalità“. Il ministro ha dichiarato il governo “soddisfatto” del risultato e, sulle polemiche politiche seguite al verdetto, ha invitato ad attendere le motivazioni della sentenza.
Il confronto riguarda anche i rapporti tra Italia ed Egitto. La segretaria del Pd Elly Schlein ha criticato la posizione del governo. L’esecutivo ha finora escluso che l’interruzione dei canali diplomatici con il Cairo possa favorire la ricerca della verità e della giustizia.
Il ministro ha inoltre accostato la costituzione di parte civile nel processo Regeni alla collaborazione della Francia sulla strage di Ustica, arrivata, secondo Foti, dopo 46 anni. Ha richiamato due vicende profondamente diverse per sostenere l’importanza della collaborazione istituzionale nella ricerca della verità giudiziaria.
Il prossimo passo annunciato dal governo sarà la richiesta di risarcimento dello Stato italiano, una volta depositata la sentenza.
