L’ipotesi non sarebbe nuova. Secondo il quotidiano statunitense, il presidente ne avrebbe discusso in diverse occasioni nel corso dei suoi due mandati e sarebbe tornato sull’argomento anche il mese scorso, mentre aumentavano le tensioni con alcune delle principali testate americane. Alcuni consiglieri avrebbero però invitato Trump a non procedere. Al momento, precisa il Wsj, non ci sarebbero piani imminenti per trasferire i giornalisti fuori dalla Casa Bianca.
L’ipotesi di spostare i giornalisti dalla West Wing
I giornalisti accreditati lavorano attualmente nella press room della West Wing, uno spazio separato dalle aree in cui operano il presidente e i suoi collaboratori più stretti. Tra le possibilità discusse negli anni ci sarebbe stata quella di trasferire la stampa nell’Eisenhower Executive Office Building, l’edificio che sorge accanto alla West Wing e si trova comunque all’interno del perimetro della Casa Bianca.
Le discussioni su un possibile spostamento erano cominciate già prima dell’insediamento di Trump nel 2017 e sono poi riemerse a più riprese. L’idea di trasferire la sala stampa, tuttavia, non riguarda soltanto l’attuale presidente: ipotesi simili erano state valutate anche durante precedenti amministrazioni.
Lo scontro tra Trump e Cnn, MS NOW e Politico
La notizia arriva nel pieno di un nuovo scontro tra la Casa Bianca e i media americani. Trump ha recentemente vietato l’accesso alla Casa Bianca a Cnn, MS NOW e Politico, accusando le tre testate di diffondere “fake news”. I giornalisti delle redazioni coinvolte sono stati respinti all’ingresso del complesso e le testate hanno avviato un’azione legale contro l’amministrazione.
La controversia si è poi allargata al pool televisivo della Casa Bianca, il sistema attraverso il quale le principali emittenti si alternano nella copertura degli appuntamenti presidenziali. Dopo l’esclusione di Cnn dal turno previsto, le altre grandi reti hanno sospeso parte della copertura in segno di protesta.
Trump ha difeso la decisione sostenendo che i media abbiano il dovere di essere “giusti” e affermando che le testate da lui accusate di diffondere notizie false rappresenterebbero una minaccia per la sicurezza nazionale. Le tre testate coinvolte contestano invece il provvedimento sulla base delle tutele previste dal Primo Emendamento.
La Casa Bianca lancia “Trump TV”
Parallelamente allo scontro sull’accesso dei giornalisti, la Casa Bianca ha lanciato anche una piattaforma streaming attiva 24 ore su 24, ribattezzata “Trump TV”. Il canale trasmette video, interventi e momenti dell’attività dell’amministrazione, offrendo una copertura diretta degli eventi presidenziali.
Il debutto è arrivato proprio mentre una parte delle emittenti televisive sospendeva la partecipazione al pool. Durante l’inaugurazione di un nuovo eliporto alla Casa Bianca, ad esempio, l’assenza della consueta copertura televisiva indipendente ha fatto sì che parte dell’intervento del presidente risultasse difficilmente udibile nelle immagini diffuse direttamente dall’amministrazione.
Il confronto sull’accesso alla Casa Bianca è ora anche una questione giudiziaria. Esperti di diritto costituzionale interpellati da Reuters ritengono che l’esclusione di singole testate sulla base della loro copertura possa scontrarsi con il divieto per il governo di discriminare in base al punto di vista espresso. Saranno però i tribunali a stabilire la legittimità delle misure adottate dall’amministrazione.
