Mario Calabresi si è detto disponibile a candidarsi a sindaco di Milano per il centrosinistra alle comunali 2027: «Mancano molti mesi, però io ci sono».
La disponibilità è arrivata durante un’intervista con Alessandro Milan ai microfoni di Radio24, nel corso della presentazione del nuovo libro «Le voci degli altri». Calabresi ha chiarito che il percorso non è ancora definito e che il nodo delle primarie resta aperto: «Mi interessa il percorso per Milano. Non è chiaro che percorso sarà, se ci saranno le primarie, quando saranno, i tempi e i modi».
Mario Calabresi verso le comunali di Milano 2027
Il giornalista ha insistito sulla necessità di un cambio di passo: «Penso che ci siano tante cose da fare, ci sia bisogno di un cambiamento vero in città». A suo giudizio, Milano ha «bisogno di essere ascoltata», anche alla luce del «malessere che c’è» in una parte della comunità.
Nella sua lettura, la città mostra un doppio volto: «È una città che da un lato funziona benissimo, va velocissima, è piena di luce, però la città non è una vetrina, è una comunità di cittadini. E la comunità un po’ si è persa».
L’attenzione, ha aggiunto, va rivolta soprattutto alle aree più esterne: «Dal mio punto di vista c’è la Milano bella da vetrine, poi c’è la Milano invece dove ci sono tanti problemi, anche più periferica, dove c’è la sensazione di una mancanza d’ascolto per i problemi che si vivono lì». Per questo, la parola d’ordine è «ricucire. O ricuci la distanza tra queste città, oppure una diventerà sempre più marginale e sempre più arrabbiata».
Il legame personale con il capoluogo è esplicito: Calabresi è nato a Milano il 17 febbraio 1970 e vive in città con la famiglia, un profilo che ha rivendicato come parte della motivazione a misurarsi con la dimensione amministrativa.
Casa, stipendi e possibili interventi
Tra le criticità principali, Calabresi ha indicato il costo della casa, soprattutto per i più giovani. «Siamo diventati europei nei costi, ma non siamo diventati europei negli stipendi. Siamo europei nel prezzo delle case, dell’affitto, ma non siamo europei nel nostro potere d’acquisto. Questo è un tema fondamentale».
Su questo fronte, ha sostenuto, «si possono fare tante cose»: favorire l’accesso agli asili nido per i nuovi nati, accelerare programmi di edilizia abbordabile come quelli su cui lavorano città quali Vienna, e creare spazi di socialità gratuita per tenere insieme i quartieri.
La cornice politica resta in costruzione: tempi e modalità della candidatura, inclusa l’eventuale partecipazione alle primarie, non sono ancora stati fissati.
