Sul palco della kermesse Itaca a Formello, il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha espresso considerazioni sul valore dell’affidabilità femminile, affermando di preferire “una ragazza meno appariscente ma più affidabile” e “con la gonna un po’ più lunga”, rispetto a una “affascinante” che “magari ti tradisce”.
La diffusione del filmato ha scatenato la reazione delle opposizioni e dei movimenti femministi. La scrittrice Barbara Alberti invita a guardare oltre l’indignazione del momento. Le parole del ministro, a suo giudizio, non vanno liquidate come un semplice incidente di percorso, ma lette come l’ammissione esplicita di un retaggio culturale ancora ampiamente radicato nella società.
Qual è il suo punto di vista sulle dichiarazioni di Tajani?
Ha detto quello che fino a cinquant’anni fa era la regola assoluta. Lui sogna di tornare al passato, ma tanti lo sognano. L’emancipazione delle donne è appena cominciata, non illudiamoci. Noi donne moderne abbiamo conquistato la libertà di fare tutto, cioè di non avere più un istante per noi: il nostro tempo è totalmente colonizzato. Tajani ha semplicemente fatto il punto della situazione. È stato uno dei pochi sinceri a dire ciò che molti pensano, perché questa nostra liberazione femminile è una balla.
Ci sono volute non so quante migliaia di morti prima che dessero l’ergastolo a chi uccide le donne. Questo fa capire che c’è una complicità culturale e sotterranea per tenerle buone e sottomesse. In un certo senso gli sono persino grata: ha dato voce a quella maggioranza silenziosa che tace ma agisce. Non mi pare scandaloso che lui lo dica. Ha solo mostrato quanto siamo più indietro di come ci dipingiamo.

Come vede la reazione dei movimenti femministi di fronte a queste vicende, molti sono insorti
Ma insorti come? Cosa facciamo concretamente? Io sogno da anni uno sciopero generale delle donne: sarebbe l’unica cosa efficace, perché se ci fermiamo noi, si ferma il mondo. Dovremmo scioperare non solo per questioni ideologiche, ma anche per la mancanza di assistenza e di servizi da parte dello Stato. Vedo solo rassegnazione e non vedo movimenti capaci di incidere, qualcosa di davvero forte che si occupi di noi. Siamo schiavizzate e bloccate come non mai: l‘Italia è ancora molto indietro nella considerazione della donna.
Giorgia Meloni ha ridimensionato il discorso dicendo che quella di Tajani è stata “una frase uscita male”. Cosa ne pensa?
Dalla destra non mi aspetto nulla per le donne. La destra fa la destra, non è mai stata un’artefice della liberazione femminile e parla semplicemente secondo il proprio credo. Tajani ha rivelato ciò che tutti sappiamo: che siamo molto indietro e che questa famosa liberazione delle donne è zoppa, imperfetta e risucchiata dalle troppe cose che siamo costrette a fare ogni giorno. La nostra rivolta si è fermata, semplicemente.
