Il presidente Trump ha deciso domenica di non bombardare gli Houthi in Yemen, quando le bombe erano già caricate sugli aerei e la lista degli obiettivi era stata approvata. A riferirlo sono fonti anonime dell’amministrazione degli Stati Uniti interpellate dal New York Times. Gli attacchi stavano per cominciare, dopo una nuova richiesta di intervento del principe saudita Mohammed bin Salman.
La richiesta saudita e i preparativi del Pentagono
Trump aveva già respinto il 10 settembre la richiesta di Mohammed bin Salman: il presidente non vuole aprire un nuovo fronte nella guerra contro l’Iran alla vigilia delle elezioni di metà mandato. Il leader saudita lo ha però ricontattato telefonicamente giovedì scorso, tornando a chiedergli di intervenire contro l’avanzata degli Houthi, fino a implorarlo, secondo le fonti del New York Times.
Dopo quel colloquio, Trump avrebbe ordinato al Pentagono di prepararsi all’attacco. Questo spiegherebbe anche il rientro anticipato di un giorno del segretario della Difesa Pete Hegseth, tornato sabato dal Texas a Washington, come ha fatto il presidente da Camp David.
I preparativi erano arrivati fino all’approvazione dei bersagli e al caricamento delle bombe. A mezzogiorno di domenica, però, Trump avrebbe cambiato nuovamente idea, fermando gli attacchi almeno per il momento.
La maggior parte dei consiglieri del presidente è scettica o del tutto contraria ai bombardamenti americani contro gli Houthi in Yemen. Trump ha bisogno del sostegno saudita nella guerra contro l’Iran, ma un intervento militare diretto contro il gruppo yemenita avrebbe costi altissimi.
La tregua sulle navi americane e la campagna del 2025
I funzionari degli Stati Uniti hanno incontrato gli Houthi il 12 e 13 settembre per confermare la tregua bilaterale che protegge le navi americane in transito nello Stretto di Bab el Mandeb. Il gruppo ha affermato che colpirà soltanto i sauditi.
Trump, intervistato domenica da Fox News, ha dichiarato di essere in “modalità decisionale” sulla guerra contro l’Iran. Ha aggiunto che gli Stati Uniti sono in costante comunicazione con gli Houthi, che finora hanno accettato di non attaccare gli americani.
La precedente campagna militare americana risale alla primavera del 2025. I bombardamenti sono durati oltre 50 giorni, con l’obiettivo di ripristinare la libertà di navigazione nel mar Rosso e fermare gli attacchi contro le navi commerciali, comprese quelle americane.
Le forze americane hanno colpito mille obiettivi: sistemi radar, difese aeree, missili balistici e centri per la produzione e il lancio di droni. Gli Houthi hanno comunque continuato a sparare contro le navi e i droni americani. Gli Stati Uniti hanno speso 1 miliardo di dollari in armi e munizioni in un solo mese.
