Un minuto di silenzio trasformato in un caso. Prima di Juventus-Atalanta, all’Allianz Stadium, una parte del tifo organizzato bianconero ha scelto di non partecipare al raccoglimento in memoria di Sandro Mazzola, morto a 83 anni nella notte tra venerdì e sabato. Nei settori centrali del primo e del secondo anello della Curva Sud, decine di persone si sono voltate dando le spalle al campo. Altri tifosi hanno intonato cori per Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli.
La reazione del resto dello stadio è stata immediata. Mentre dalla curva partivano i cori, gran parte del pubblico presente ha applaudito Mazzola, prendendo di fatto le distanze da quanto stava accadendo. Il minuto di raccoglimento era stato disposto sui campi della Serie A, come nelle altre manifestazioni sportive del weekend, per ricordare uno dei simboli dell’Inter e della Nazionale.
La Juventus condanna il gesto
In serata è arrivata una presa di posizione netta della Juventus. In una breve nota intitolata “Rispetto e Sportività”, il club ha scritto: “Non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio”. E ha aggiunto che unirsi nel ricordo durante una commemorazione è una responsabilità che va oltre colori e appartenenze.
Sull’episodio è intervenuto anche Luciano Spalletti. L’allenatore bianconero ha parlato di comportamenti che “non vanno fatti”, richiamando al rispetto e alla sportività nei confronti delle grandi figure del calcio italiano. Spalletti ha ricordato anche il suo rapporto personale con Mazzola: quando arrivò all’Inter, ha raccontato, l’ex capitano nerazzurro fu tra i primi ad andare ad abbracciarlo e a offrirgli il proprio sostegno.
Duro anche Maurizio Sarri, tecnico dell’Atalanta: vedere persone voltarsi e sentire cori durante il raccoglimento gli ha lasciato “brutte sensazioni”. Per Sarri, davanti alla scomparsa di una figura della statura di Mazzola, rendergli omaggio resta il minimo, indipendentemente dalla maglia indossata in carriera.
Il caso finisce davanti al giudice sportivo
La vicenda potrebbe ora avere conseguenze anche sul piano della giustizia sportiva. Gli ispettori della Procura federale della Figc presenti allo Stadium hanno segnalato quanto accaduto: l’episodio è stato inserito a referto e sarà quindi valutato dal giudice sportivo. Tra le possibili conseguenze indicate dalle ricostruzioni ci sono un’ammenda alla società o, nell’ipotesi più pesante e al momento ritenuta meno probabile, la chiusura del settore interessato.
Il caso ha provocato reazioni anche fuori dal mondo del calcio. Il presidente del Senato e tifoso interista Ignazio La Russa ha ricordato che Mazzola “non è solo interista” ma appartiene alla storia del calcio, invitando comunque a non misurare la grandezza del campione sulla base di quanto accaduto allo Stadium. Osvaldo Napoli, esponente di Azione, ha invece chiesto provvedimenti nei confronti dei responsabili, arrivando a invocare il Daspo.
L’episodio ha riportato alla memoria anche quanto accadde nel 2014, quando durante un derby di Torino comparvero striscioni contro la tragedia di Superga. Allora fu proprio Mazzola, figlio di Valentino, capitano del Grande Torino morto il 4 maggio 1949, a reagire duramente chiedendo provvedimenti molto più severi contro simili comportamenti negli stadi.
