La docente d’italiano Isabella Marsilio, 66 anni, è stata ferita ieri con tre coltellate all’inizio della terza ora nella scuola Giovanni Verga di Centocelle, a Roma. Ad aggredirla è stato un suo alunno tredicenne, M.V. Un compagno di classe, un giovane congolese che vive in una casa famiglia, lo ha disarmato, strappandogli un pugnale da sub con una lama di 20 centimetri.
L’urlo di una bidella ha richiamato nell’aula di terza media gli insegnanti e gli assistenti: la professoressa era a terra, il ragazzo accanto a lei aveva ancora un secondo pugnale nella cintura, pronto all’uso. Indossava un elmetto da softair, con lo smartphone incastrato sulla visiera, e gli occhiali da tiro trasparenti. Era pallido e non parlava.
La confessione e le verifiche sulla chat di Telegram
Il tredicenne ha indicato con fatica ai carabinieri della compagnia Casilina il motivo dell’aggressione. «La odiavo, volevo punirla perché sono arrivato in terza media con due debiti in italiano e storia», ha ammesso fra le lacrime in caserma. Considerava quei voti una punizione troppo dura.
Gli investigatori cercano però riscontri a una possibile istigazione attraverso i social, protratta per mesi facendo leva sulla sua rabbia. Stanno verificando se, poco prima dell’aggressione, abbia avviato una videochiamata con cinque persone iscritte con lui a una chat su Telegram. Queste potrebbero aver registrato le coltellate.
Il ragazzo si era cambiato in bagno prima di entrare in azione. Ha spruzzato lo spray urticante sul volto dell’insegnante, colta di sorpresa, poi l’ha afferrata alle spalle con il braccio sinistro e ha sferrato con il destro i colpi potenzialmente fatali. Non è escluso che abbia appreso questa modalità su Internet o attraverso qualche videogioco.
Nel suo profilo TikTok, poi chiuso, comparivano riferimenti ad Adam Peter Lanza, autore nel 2012 del massacro nella scuola elementare Sandy Hook, in Connecticut. C’erano anche riferimenti, accompagnati da fotografie, al russo Timofey Kulyamov, arrestato a dicembre 2025 per l’omicidio di uno studente e il ferimento di altri nella scuola di Uspenskaya, vicino Mosca: figure alle quali l’adolescente si era ispirato.
Le condizioni della docente e il ricovero del tredicenne a Roma
La professoressa, prossima alla pensione, è stata dimessa dall’ospedale Vannini di Roma con una prognosi di sette giorni. Le tre coltellate, tutte sotto un’ascella, non sono andate in profondità: solo per caso l’aggressione non ha avuto conseguenze fatali.
Gli alunni sono rimasti nelle classi fino al normale orario di uscita, con l’istituto presidiato dai carabinieri. Moltissimi genitori, avvertiti attraverso le chat, hanno raggiunto i cancelli e sono stati informati. Un gruppo di investigatori ha esaminato l’aula del tentato omicidio; altri hanno accompagnato il tredicenne in caserma con il padre e la madre, sconvolti.
Il ragazzo, figlio unico, non è imputabile e sarà presto interrogato dai pubblici ministeri minorili. È stato ricoverato sotto choc in Pediatria al Policlinico Umberto I. Il telefonino è stato sequestrato. «Pugnali, casco e occhiali li ho acquistati su Internet con la carta di credito dei miei», ha ammesso: anche questo racconto è oggetto di accertamenti.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha telefonato alla docente e ribadito che «occorre impedire ai minori di 15 anni l’accesso ai social». Tutti i politici di maggioranza e opposizione hanno espresso «solidarietà e vicinanza». La segretaria dem Elly Schlein ha commentato: «Siamo scossi, è un fatto drammatico, gravissimo».
I profili social della docente sono stati invece bersagliati di insulti. Nel tempo l’insegnante aveva condiviso messaggi della destra estrema e si era espressa a favore della remigrazione.
