Il tesseramento contestato per l’elezione di giugno alla presidenza della Figc è al centro dell’«attacco» denunciato da Giovanni Malagò a Fenix, la festa di Gioventù Nazionale in corso a Roma. Il presidente federale si è definito vittima della procedura elettorale. Il ministro dello Sport Andrea Abodi, collegato in video al confronto «Una generazione senza mondiale», gli ha riconosciuto l’assenza di responsabilità, richiamando però il rispetto delle regole.
Le contestazioni di Malagò e il rapporto con Buonfiglio
Il caso tesseramento è stato affrontato sul palco dopo le parole dedicate ai rapporti con Buonfiglio. Prima di partecipare al confronto, alla domanda sull’eventuale pentimento per averne sostenuto la candidatura alla presidenza del Coni, Malagò ha risposto: «È stupefacente, tutto e tutti credo siano a dir poco sorpresi da certi comportamenti. Ma nella vita non si finisce mai di imparare». Per il presidente della Figc, la questione è «esclusivamente di carattere personale e politica».
Malagò ha quindi respinto ogni responsabilità nella procedura elettorale, definendosi non soltanto incolpevole, ma vittima, davanti al ministro in collegamento. Ha ricordato di essere l’unico presidente italiano della Figc ad aver vinto un torneo di calcio a 5, di aver guidato il Coni per 12 anni e di essere l’unico membro individuale del Cio, insistendo sulla qualifica individuale.
Il presidente federale ha poi richiamato Giorgia Meloni, dicendo di averla sempre rispettata e apprezzata anche prima del consenso attuale. Ha ricordato il suo invito a lasciare decidere la gente, chiedendo se fosse giusto che una persona eletta con il 70% dovesse affrontare questi problemi.
Abodi chiede una decisione interna allo sport
La replica di Andrea Abodi è arrivata dopo qualche minuto. Il ministro ha distinto la posizione personale di Malagò dall’obbligo di applicare le norme: «Capisco anche il ragionamento del presidente Malagò, che sono convinto che nella fattispecie non abbia responsabilità per quello che sta succedendo». Le regole valide per tutti, ha aggiunto, sono state stabilite proprio dal Coni, circostanza nota al presidente federale.
Abodi ha auspicato di non dover intervenire in una questione interna e ha chiesto di non politicizzarla. La decisione, nella sua posizione, deve essere presa all’interno del sistema sportivo, considerando la buona fede e la non responsabilità di Malagò. Il ministro ha ricordato che il presidente è stato accompagnato nel percorso di candidatura, iniziato prima dell’esclusione dal Mondiale: il tempo, ha sottolineato, c’è stato.
L’auspicio del ministro è che il percorso si svolga con serenità, senza essere inquinato. Il richiamo all’osservanza delle regole, ha precisato, non riguarda soltanto il calcio: «La credibilità dello sport passa anche per l’osservanza delle regole che valgono per tutti».
