Fondazione Milano Cortina 2026, ente organizzatore delle ultime Olimpiadi invernali il cui presidente è stato Giovanni Malagò, ora numero uno della FIGC, ha chiuso il bilancio 2025 con un deficit patrimoniale di 176,4 milioni di euro. Il conto economico dell’ente registra una perdita di 39 milioni di euro, mentre il board e la direzione sostengono che i numeri torneranno in equilibrio una volta contabilizzati i proventi legati ai Giochi.
Bilancio 2025: perdite, ricavi differiti e garanzie pubbliche
Come riportato da Altra Economia i ricavi differiti fanno da retroterra alla strategia finanziaria: in particolare la Fondazione indica come voci decisive i contributi derivanti dai diritti di trasmissione, con 452 milioni di dollari oggi “considerati acconti” e che “saranno contabilizzati come ricavi solo alla fine dei Giochi nel 2026”. Andrea Varnier ha definito questa impostazione una “peculiare dinamica economico-finanziaria del ciclo pluriennale di organizzazione dei Giochi”, argomentando che costi e investimenti sono stati rilevati in anticipo rispetto alla maturazione di parte significativa dei ricavi.
Nel frattempo la nota integrativa conferma l’impegno del Governo Meloni a farsi carico di una quota delle risorse necessarie, formalizzato con una nota inviata a Losanna il 31 gennaio 2026. I flussi di cassa sono inoltre sostenuti da un Commissario straordinario alle Paralimpiadi, figura pubblica istituita nel 2025 e utilizzata per assicurare pagamenti diretti alla Fondazione, un po’ meno – osserva il giornalista Duccio Facchini – “per occuparsi dei valori dello sport per le persone con disabilità”.
Costi, organico e contratti che pesano sul conto
Nel 2025 le uscite hanno superato le entrate per varie voci operative e contrattuali: la Fondazione segnala tra le principali spese 83 milioni per “Servizi e consulenze tecniche”, 25 milioni per royalties e 24 milioni per servizi di vigilanza. Nel conto economico compaiono anche circa 33 milioni di euro di costo del personale, con un organico dichiarato di 1.515 assunti (37 dirigenti, 130 quadri, 1.121 impiegati, 227 “altri”).
Contratti esterni continuano a incidere: il rapporto con il gruppo di consulenza impegnato sui servizi IT e progettuali produce costi iscritti tra i “servizi IT” per 13,5 milioni e deliverable contabilizzati per 35,4 milioni nello stato patrimoniale. Nonostante un incremento dei ricavi da sponsorizzazioni (da 76,1 milioni nel 2024 a 294 milioni nel 2025), la Fondazione ha visto i debiti superare la soglia del miliardo di euro contro 365 milioni di crediti, costringendo a una rinegoziazione con il pool di banche per l’estensione di parte dei fidi esistenti.
La Corte costituzionale ha inoltre dichiarato l’inammissibilità delle questioni sollevate da Tribunale e Procura di Milano sull’articolo che disciplina la natura privata della Fondazione, rafforzando così la posizione normativa dell’ente rispetto alle contestazioni giudiziarie.
Il board guidato dalla direzione ritiene l’evento un successo e punta a chiudere la fase con il bilancio 2026: la Fondazione indica che la continuità aziendale è garantita dall’impegno dello Stato e degli enti locali e che l’ultimo bilancio, quello del 2026, sarà sottoposto ad approvazione nel 2027.

