Le contestazioni che hanno accompagnato la presenza di Roberto Vannacci a Torino non hanno modificato la posizione del leader di Futuro Nazionale, che dopo l’incontro ha affidato ai social una risposta molto dura nei confronti dei suoi contestatori. La giornata ha infatti visto proteste davanti all’hotel che ospitava il convegno organizzato dal sindacato di polizia Fsp, con momenti di tensione e un presidio riconducibile al network antagonista torinese che fa capo ad Askatasuna.
La risposta di Vannacci alle contestazioni
Vannacci ha pubblicato un video relativo a un momento del suo intervento interrotto da una contestatrice e ha commentato l’accaduto sui social. “La disturbatrice maleducata se ne farà una ragione. Askatasuna e i vari puzzolenti pure. Le contestazioni di oggi a Torino non mi fermeranno, anzi. Vado avanti più forte di prima”, ha scritto il generale.
Durante il convegno, una donna aveva interrotto il suo intervento gridando “L’Italia è un Paese laici”. Vannacci l’aveva definita “maleducata” e “anti-democratica”, mentre all’esterno dell’hotel circa cinquanta manifestanti avevano preso parte alla protesta contro la sua presenza.
Il presidio davanti all’hotel e le tensioni
La manifestazione era stata organizzata dal network antagonista torinese legato ad Askatasuna, il centro sociale sgomberato lo scorso 18 dicembre. I manifestanti avevano esposto lo striscione “Nessun generale per nessuna guerra, Vannacci fuori da Torino” e, avvicinandosi allo schieramento delle forze dell’ordine, avevano lanciato uova contro gli agenti, senza che questi rispondessero. Successivamente era partito un corteo lungo corso Duca degli Abruzzi.
Lo stesso Vannacci, nel corso dell’incontro, aveva criticato la presenza di circa 250 agenti in tenuta antisommossa a protezione del convegno, definendo la situazione “vergognosa” e sostenendo che le proteste dei collettivi non lo avessero disturbato.
Rifondazione: “Vannacci non è il benvenuto in Umbria”
Mentre a Torino andava in scena la contestazione, Rifondazione comunista Umbria, attraverso le federazioni di Terni e Perugia, ha preso posizione in vista dell’appuntamento di Orvieto con Vannacci. “Vannacci non è il benvenuto. L’Umbria ha bisogno di diritti, non di patriarcato”, ha dichiarato il partito in una nota.
Il riferimento è al forum della “Indipendenza italiana”, che prende il via a Orvieto con un concerto alle 21 e prosegue sabato e domenica con incontri e tavole rotonde, fino agli interventi conclusivi di Gianni Alemanno e Vannacci.
Le critiche al programma di Futuro Nazionale
Rifondazione sostiene che nel programma di Futuro Nazionale emergerebbero proposte considerate dal partito un “ritorno al passato”. Tra quelle citate ci sono l’abolizione del reato di femminicidio e della legge Mancino, la cancellazione delle unioni civili e restrizioni all’accesso all’Ivg.
Il Prc richiama inoltre le proposte sulla “remigrazione” e sulla difesa del cosiddetto “patriarcato mediterraneo”. Nel comunicato viene citata anche una posizione attribuita a Stefano Valdegamberi, esponente di Futuro nazionale, che avrebbe chiesto di fermare i progetti della Fondazione Giulia Cecchettin nelle scuole dedicati all’educazione al rispetto e alla prevenzione della violenza di genere.
Il confronto con Masselli e l’appuntamento di Perugia
Secondo Rifondazione, quelle contenute nel programma non sarebbero “semplici provocazioni”, ma un progetto politico che, a giudizio del partito, punta a “cancellare diritti e trasformare le differenze in nemici”.
La nota cita anche Orlando Masselli, vicario regionale di Futuro nazionale in Umbria, che avrebbe dichiarato di condividere “per la maggior parte” le idee di Vannacci. Il Prc afferma di chiedergli da settimane se condivida anche le altre proposte e invita quindi Masselli a chiarire ai cittadini quali posizioni intenda portare nelle istituzioni.
Rifondazione segnala infine l’appuntamento delle 17.30 nella sede del Prc di Perugia, dove è previsto l’attivo provinciale con Marco Fars della segreteria nazionale. Il partito parla di una “coincidenza non programmata” che renderebbe evidente, nella sua lettura, un confronto tra i temi del forum di Orvieto e quelli di lavoro, uguaglianza, pace, giustizia sociale e nuovi diritti discussi a Perugia. Il Prc conclude sostenendo che “fermare Vannacci” significhi contrastare democraticamente il suo progetto e afferma che “l’Umbria non è terreno di conquista per la destra più estrema”.
A Torino il confronto sui contenuti gender
Tra le persone che hanno cercato un confronto diretto con Vannacci c’è stata anche Viola Mercurio, attivista queer e scrittrice, che ha definito la propria iniziativa “contro-Vannacci tour”, descrivendola come un viaggio per dimostrare che le “persone perbene sono la stragrande maggioranza della società”.
Mercurio, già a Genova in occasione di un altro incontro, aveva atteso Vannacci per consegnargli il proprio libro Cosa c’è sotto, il coraggio di essere autentica. A Torino ha invece discusso con lui di diritti e gli ha chiesto di evitare un linguaggio che possa incitare all’odio.
Al centro del confronto è finito anche il punto del programma di Futuro Nazionale relativo alla presenza di “contenuti gender e omosessuali” in televisione. Vannacci ha precisato di non volerli eliminare, ma di limitarne la trasmissione alla fascia oraria non protetta: “Non mandarli in onda nella fascia protetta, una fascia che già esiste. Siccome io ho a cuore i miei figli e tutti i giovani, vorrei non infondere dubbi a chi non ne ha. Io non voglio che non ci siano, ma che non ci siano in quella fascia oraria”.
L’ironia dei Subsonica sulla visita a Torino
La presenza di Vannacci nel capoluogo piemontese è stata commentata anche dai Subsonica. La storica band torinese ha definito il leader di Futuro Nazionale “Trapassato Nazionale”, con un messaggio dichiaratamente satirico.
Il gruppo ha scritto che “oggi il leader di ‘Trapassato Nazionale’ fa visita alla nostra città” e ha quindi deciso di dedicargli “un pensiero”. Il testo ironizza sulla sua idea di sicurezza invitandolo a “ridarci la sicurezza di una volta” e citando sequestri di persona, rapine con sparatorie, eroina, bombe sui treni e stragi di mafia, fino alla battuta sulla nostalgia per un’epoca in cui tutto sarebbe stato “local” e “sovrano”. La conclusione del messaggio prende di mira anche il riferimento agli stranieri e ai “maranza”, ironizzando sul fatto che l’Italia sarebbe stata trascinata verso il “preoccupante primato di secondo paese più sicuro d’Europa”.
