“Non da solo, ma io non so imitare, so fare un po’, come dire, di questo gioco che è il nostro mestiere, da giullare con Gabriele, con Cirilli insieme. Insomma, Carlo è un padrone di casa fantastico, quindi il programma ha una sua gentilezza, un suo garbo, c’è divertimento. Le tante ore di prova insieme vengono affrontate come l’anno scorso, insomma, dove già l’ho fatto, con delle signore fantastiche, trucco, parrucco, tutti i reparti, i costumi e quindi è quella zona che a noi piace da sempre. Parlo al plurale perché è il teatro, che è il mestiere che ci ha fatto innamorare tanti anni fa. E quindi giochiamo insieme sapendo che lui è bravissimo. Non è che lo dico perché è mio fratello, è bravissimo. Io, come dire, non so proprio imitare, però sono molto volenteroso, quindi passo la settimana a provare e poi l’importante in scena è essere, provare almeno a essere un po’ credibili, perché è già tutto folle, esagerato: sei vestito da cantante, da americano, quindi non serve aggiungere, fare i simpatici, devi provare ad esserlo. Se viene bene, se no ti becchi un voto basso e ci riproviamo la settimana a seguire. Nessuna ansia da prestazione? “Guarda, durante la salita in ascensore ti dico sì, perché comunque sei in diretta, perché è il nostro mestiere. Ma, come dire, soprattutto io ogni tanto dico a Carlo: “Carlo, ho sempre paura di rovinarti la puntata”. Lui, quando viene giù al trucco, insiste su quello, dice: “Vi dovete divertire, ci dobbiamo divertire”. In quel divertimento là, senza sbracare, c’è la possibilità di divertire e intrattenere bene a casa. Però quando sale l’ascensore, si aprono le porte e lì sto col battito a tremila. C’è, vorrei un calmante.” Con cosa debuttate? “Io faccio un italiano, lui fa una straniera, Gabriele fa una straniera, con i capelli molto colorati, molto belli, pazzeschi tutti e due”.