Con l’adesione della Finlandia alla deterrenza nucleare «avanzata» proposta a marzo dal presidente francese Emmanuel Macron ai Paesi europei, i Paesi partecipanti salgono a dieci all’iniziativa. L’ingresso è stato annunciato dalle autorità finlandesi e francesi in una dichiarazione congiunta.
La Finlandia entra nella deterrenza nucleare francese
La cooperazione coinvolge Stati europei volontari nella deterrenza atomica francese e non prevede la condivisione della decisione ultima sull’impiego delle armi nucleari: questa resta al capo di Stato francese. La partecipazione non modifica quindi la titolarità della decisione. Il quadro decisionale resta nazionale.
La Francia è, insieme al Regno Unito, l’unico paese europeo dotato di armi atomiche; il progetto estende la cooperazione ad altri Stati mantenendo il controllo decisionale francese. Il Regno Unito è l’altro Stato europeo dotato di armi atomiche. Le autorità di Finlandia e Francia hanno precisato: «Nei prossimi mesi verrà istituito un gruppo di coordinamento nucleare per avviare l’attuazione di questa cooperazione».
Il contesto dell’iniziativa
Il vero punto di forza di questa iniziativa risiede nella creazione di una “ambiguità strategica”, secondo la definizione degli esperti. Chiunque decida di attaccare uno dei Paesi firmatari si espone infatti al rischio concreto di una risposta nucleare francese. È la logica classica della deterrenza che garantisce la stabilità dal 1945: la sola minaccia di una rappresaglia evita l’aggressione.
Gli Stati aderenti, tra cui Germania e Polonia, partecipano a esercitazioni congiunte con le forze nucleari transalpine, collaborano alle attività di intelligence e condividono un comitato direttivo con Parigi. In caso di crisi, gli aerei francesi a capacità nucleare verrebbero rischierati nei Paesi alleati, attivando concretamente l’opzione di dissuasione.
Al tempo stesso, la nascita di un polo autonomo guidato dalla Francia dimostra la crescente consapevolezza europea: la necessità di sviluppare una reale autonomia strategica di fronte alla minaccia russa e al progressivo disimpegno americano. L’adesione di Paesi come Svezia, Danimarca, Polonia, diversi Stati baltici e, adesso, della Finlandia, assume un valore cruciale, trattandosi di nazioni situate sul fronte più caldo delle tensioni geopolitiche.
